TEHERAN - Mentre i colloqui tra Washington e Teheran sembrano “prendere slancio” secondo quanto dichiarato da Donald Trump alla CBS News, la tensione tra gli Stati Uniti e i partner storici della Nato raggiunge minimi storici. Il presidente Usa, infatti, ha lanciato un durissimo attacco frontale a Francia e Regno Unito, accusandoli di scarsa collaborazione nella campagna militare contro quello che definisce il “Macellaio dell’Iran”. 

Sul suo social Truth, Trump ha accusato apertamente la Francia di aver impedito il sorvolo del proprio spazio aereo a velivoli carichi di rifornimenti militari diretti in Israele. “La Francia è stata inutile con noi. Gli Stati Uniti non dimenticheranno!”, ha tuonato il presidente.  

Sebbene fonti diplomatiche confermino il diniego francese per il trasporto di armi, Parigi ha ufficialmente respinto le accuse, precisando tramite BfmTv che le restrizioni riguardano solo gli scali tecnici non logistici, mantenendo invariati i patti di sorvolo per le missioni ordinarie. 

Non meno duro è stato il messaggio rivolto al Regno Unito, “strigliato” per il rifiuto di intervenire direttamente nel conflitto. Di fronte al blocco dello Stretto di Hormuz, Trump ha offerto un suggerimento provocatorio: “Numero uno, comprate petrolio dagli Stati Uniti, ne abbiamo in abbondanza. Numero due, fatevi coraggio: andate allo Stretto e prendetevelo da soli. Gli Usa non saranno più lì ad aiutarvi”. 

Mentre Washington reprime le velleità di intervento degli alleati, Teheran risponde con una controffensiva legislativa e infrastrutturale. La Commissione Affari Esteri del parlamento iraniano ha approvato un piano in otto punti per la gestione dello Stretto di Hormuz.  

Il testo, che attende ora il voto della plenaria e la firma presidenziale, prevede l’imposizione di una tassa in rial per l’attraversamento dello stretto e il bando totale al passaggio di navi battenti bandiera statunitense o israeliana. Il piano punta, inoltre, al rafforzamento del controllo iraniano in cooperazione con l’Oman e introduce restrizioni mirate ai Paesi che aderiscono alle sanzioni unilaterali contro Teheran. 

Sul piano militare, la situazione resta critica: media iraniani riferiscono che un importante impianto di desalinizzazione sull’isola di Kish, noto paradiso turistico nel Golfo, è stato completamente messo fuori uso da un bombardamento, aggravando l’emergenza idrica nella regione. 

Sull’altro fronte caldo, quello libanese, l’esercito israeliano ha avviato un’indagine sulla morte di tre caschi blu dell’Unifil. L’incidente segue l’annuncio della morte di due soldati indonesiani a causa di un’esplosione nel sud del Libano. Mentre le Forze di difesa israeliane suggeriscono che la responsabilità sia di Hezbollah, le Nazioni Unite chiedono chiarezza su una serie di incidenti mortali che stanno colpendo il contingente di 8.200 soldati proprio al confine tra il Paese dei Cedri e Israele.