ANKARA - Per la prima volta dall’inizio dell’operazione “Furia Epica”, le unità di difesa della Nato sono entrate in azione per neutralizzare una minaccia balistica diretta verso lo spazio aereo di un Paese membro dell’Alleanza Atlantica.
Secondo la ricostruzione del ministero della Difesa Nazionale turco e fonti della Cnn, un missile balistico lanciato dall’Iran è stato rilevato mentre attraversava gli spazi aerei di Iraq e Siria. Il vettore è stato intercettato e distrutto da un cacciatorpediniere della Marina statunitense schierato nel Mediterraneo Orientale.
Frammenti dell’ordigno antiaereo utilizzato per l’intercettazione sono precipitati nel distretto di Dörtyol, nella provincia di Hatay, a circa 40 chilometri dal confine siriano. Nonostante la zona ospiti un importante porto petrolifero e una popolazione di 130.000 persone, il ministero ha confermato che non si registrano vittime o feriti.
Sebbene il missile puntasse verso la Turchia, Ankara ha cercato di gettare acqua sul fuoco per evitare un’escalation diretta. Un funzionario governativo ha dichiarato all’Afp che la Turchia “non era l’obiettivo” deliberato: “Riteniamo che il missile fosse diretto verso una base militare nella parte greca di Cipro, ma che abbia deviato dalla rotta originale finendo per minacciare il nostro spazio aereo”.
Nonostante l’ipotesi dell’errore tecnico, il governo turco ha reagito con estrema fermezza. Il ministro degli Esteri, Hakan Fidan, ha convocato d’urgenza l’ambasciatore iraniano Mohammad Hassan Habibollahzadeh per esprimere una formale protesta e profonda preoccupazione.
Inoltre, Fidan, ha parlato direttamente con l’omologo iraniano Abbas Araghchi, intimando a Teheran di evitare qualsiasi azione che possa portare all’espansione del conflitto.
L’Alleanza Atlantica ha condannato duramente l’attacco, definendolo “indiscriminato” e riaffermando che la posizione di difesa e deterrenza della Nato rimane forte in tutti i settori.
Nonostante la gravità dell’evento, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha escluso categoricamente l’attivazione dell’Articolo 5 (che prevede l’intervento collettivo di tutta la Nato in caso di attacco a un membro). Al momento, l’episodio viene trattato come un incidente legato alle dinamiche regionali del conflitto, pur ribadendo che Ankara “si riserva il diritto di rispondere a qualsiasi atto ostile”.