WASHINGTON - Oggi il “Lone Star State” diventa l’epicentro della politica statunitense. Con l’apertura dei seggi per le primarie, il Texas dà ufficialmente il via al ciclo delle Midterm 2026. Non è solo una sfida locale: il verdetto di stasera determinerà la traiettoria della battaglia per il controllo del Congresso e testerà la tenuta dell’establishment repubblicano contro l’ondata populista.
Il senatore in carica John Cornyn, al suo quarto mandato, affronta la tempesta perfetta. Storicamente considerato intoccabile, Cornyn si trova a rincorrere il Procuratore Generale Ken Paxton, volto di punta del movimento Maga e sostenuto dalla base più dura nonostante i passati scandali finanziari.
Decision Desk HQ vede Paxton in vantaggio al 39% contro il 35% di Cornyn: poiché nessuno sembra destinato a superare la soglia del 50%, lo scenario più probabile è un ballottaggio fissato per il 26 maggio.
Sebbene tutti i candidati (incluso il deputato Wesley Hunt, fermo al 17%) abbiano giurato fedeltà a Donald Trump, l’assenza di un endorsement ufficiale del Presidente ha trasformato la corsa in una lotta fratricida per l’egemonia interna al partito.
Sul fronte opposto, il Partito Democratico registra un entusiasmo senza precedenti, sognando la prima vittoria statale da decenni. Il duello è tra due stili opposti di leadership: da una parte Jasmine Crockett, deputata progressista, nota per i suoi interventi virali e i toni taglienti, punta a mobilitare la base urbana e le minoranze. Dall’altra James Talarico, ex insegnante e seminarista presbiteriano, che propone una visione più moderata e unificante, mirata a sedurre gli elettori delle aree suburbane delusi dal radicalismo repubblicano.
“Stiamo guardando l’elefante nella stanza — ha dichiarato Vinny Minchillo al The Hill — Per la prima volta in una generazione abbiamo primarie competitive su entrambi i fronti”.
L’intensità dello scontro è testimoniata da numeri da capogiro: una spesa pubblicitaria di oltre 128 milioni di dollari, di cui 70 milioni destinati solo alla difesa del seggio di Cornyn.
I dati di VoteHub sul voto anticipato mostrano una partecipazione straordinaria. I democratici hanno già espresso 1,5 milioni di schede, più del doppio rispetto al 2022 (625.000), superando persino l’affluenza anticipata dei repubblicani (1,3 milioni).