CAGLIARI - Alessandra Todde conserva la legittimità del suo ruolo di presidente della Regione Sardegna. La Corte d’Appello di Cagliari ha parzialmente riformato la sentenza di primo grado che ne aveva ipotizzato la decadenza, confermando però la sanzione pecuniaria di 40mila euro già irrogata dal Collegio di garanzia elettorale. 

I giudici di secondo grado hanno dichiarato nulla la sentenza impugnata nella parte in cui qualificava la condotta della governatrice come “omessa presentazione” del rendiconto delle spese della campagna elettorale, prendendo atto della pronuncia della Corte costituzionale (sentenza n. 148 del 2025) che aveva già annullato l’ordinanza del Collegio di garanzia nella parte in cui disponeva la decadenza dalla carica. 

La vicenda trae origine dall’esame delle spese sostenute da Todde per le elezioni regionali del febbraio 2024. Il Collegio regionale di garanzia elettorale aveva rilevato irregolarità, tra cui la mancata apertura di un conto corrente dedicato alla raccolta dei finanziamenti elettorali e l’assenza di un mandatario elettorale.  

La Consulta aveva stabilito che l’organo di controllo aveva “esorbitato dai propri poteri” pronunciandosi sulla decadenza in ipotesi non previste dalla legge. 

Al momento non sono giunti commenti ufficiali dalla presidente, che si trova a Bruxelles per impegni istituzionali, ma dal suo entourage e dagli ambienti del Movimento 5 Stelle trapelano soddisfazione per l’esito del procedimento.