WASHINGTON - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accolto alla Casa Bianca il primo ministro giapponese Sanae Takaichi, elogiando il ruolo di Tokyo nella crisi con l’Iran ma criticando la risposta degli alleati NATO, ritenuta insufficiente.
“Il Giappone si sta davvero facendo avanti”, ha dichiarato Trump nello Studio Ovale, sostenendo che Tokyo stia mostrando maggiore disponibilità rispetto all’alleanza atlantica. Allo stesso tempo, ha ribadito che Washington non dipende dagli altri paesi: “Non abbiamo bisogno di nulla, ma è giusto che gli altri facciano la loro parte”.
Durante l’incontro, Trump ha anche difeso la decisione di non informare preventivamente il Giappone dell’attacco americano contro l’Iran, richiamando un episodio storico delicato. “Non abbiamo detto nulla a nessuno perché volevamo l’effetto sorpresa”, ha affermato rivolgendosi a un giornalista giapponese. “Chi conosce meglio la sorpresa del Giappone? Perché non mi avete avvisato su Pearl Harbor?”, ha aggiunto, sottolineando: “Credo che voi crediate nella sorpresa più di noi”.
Le dichiarazioni vengono fatte mentre gli Stati Uniti spingono per una maggiore presenza internazionale nello Stretto di Hormuz, in parte bloccato dalle operazioni iraniane. Washington chiede l’invio di navi per lo sminamento e la scorta delle petroliere, nel tentativo di garantire il flusso energetico globale.
Prima dell’incontro, il Giappone si è unito a diversi paesi europei in una dichiarazione congiunta per stabilizzare i mercati energetici e partecipare a “sforzi appropriati” per la sicurezza della navigazione. Takaichi ha presentato proposte per contenere la volatilità dei prezzi, ribadendo che l’Iran non deve ottenere armi nucleari.
Il contesto resta complesso per Tokyo. Il paese dipende per circa il 95% dal petrolio del Golfo e ha un interesse diretto nella sicurezza delle rotte. Tuttavia, il governo deve muoversi entro i limiti della costituzione pacifista e tenere conto di un’opinione pubblica poco favorevole a un coinvolgimento militare.
Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha sottolineato che il Giappone dispone di capacità avanzate per lo sminamento marittimo e potrebbe contribuire in modo concreto, anche attraverso il rilascio di riserve strategiche.
Takaichi ha precisato che non esiste una richiesta formale da parte degli Stati Uniti, ma ha confermato che Tokyo sta valutando le opzioni disponibili.
La visita rafforza una relazione bilaterale consolidata. Resta però una pressione crescente sugli alleati perché assumano un ruolo più attivo in una crisi destinata a estendersi oltre la regione.