BERNA - Mentre Crans-Montana piange ancora le sue 40 vittime, il destino giudiziario dei gestori de Le Constellation inizia a delinearsi.
Stamattina, al termine di un drammatico interrogatorio durato oltre sei ore presso la Procura di Sion, Jacques Moretti, gestore del locale, è stato posto in custodia cautelare. L’uomo ha lasciato il palazzo di giustizia a bordo di un furgone della polizia cantonale, diretto in carcere in attesa della convalida del tribunale.
L’udienza è stata condotta individualmente per i due coniugi dalla procuratrice generale vallesana Beatrice Pilloud e dalla pm incaricata del caso Catherine Seppey. Per la prima volta, l’atto istruttorio si è svolto alla presenza degli avvocati delle vittime, Sebastien Fanti e Romain Jordan.
La Procura ha richiesto la carcerazione preventiva di Moretti ravvisando un “concreto rischio di fuga”. Secondo la procuratrice Pilloud, il pericolo è reale, “tenuto conto delle sue dichiarazioni, del suo percorso di vita e della sua situazione sia in Svizzera che all’estero”.
Per la moglie Jessica Maric (in Moretti), che ha riportato ustioni a un braccio durante l’incendio, il pubblico ministero ha optato per misure cautelari alternative. I suoi legami personali e la sua storia sono stati ritenuti sufficienti per escludere la necessità del carcere, pur rimanendo sotto indagine come imputata.
All’uscita dalla Procura, Jessica Moretti è apparsa visibilmente provata. “Chiedo scusa, nel nostro locale è avvenuta una tragedia terribile – ha dichiarato ai giornalisti –. I miei pensieri sono costantemente rivolti alle vittime e a chi sta ancora lottando in ospedale. Non avremmo mai potuto immaginare una cosa del genere”.
La coppia, originaria della Corsica e residente da anni in Svizzera, si era detta “sotto shock” già nelle ore successive al disastro, piangendo anche la perdita di alcuni membri del proprio staff.
Jacques Moretti, originario di Ghisonaccia (Corsica), e Jessica, cresciuta in Costa Azzurra, erano figure note a Crans-Montana. Dopo aver preso in gestione Le Constellation nel 2015, avevano trasformato il locale in un punto di riferimento della movida. Negli anni avevano espanso l’attività aprendo il ristorante Senso (2020) e Le Vieux Chalet (2023).
Oggi, tutte le loro attività risultano “temporaneamente chiuse”, mentre gli inquirenti cercano di stabilire se le norme di sicurezza del locale siano state rispettate o se vi siano state negligenze fatali.
La tragedia ha colpito duramente anche la comunità internazionale. In occasione della cerimonia solenne in memoria delle vittime tenutasi a Martigny, il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha voluto esprimere la sua vicinanza con un messaggio scritto nel libro delle condoglianze: “Angoscia nel ricordo delle vittime, piena solidarietà verso i loro familiari, affettuosa e costante vicinanza ai giovani che in ospedale lottano per riprendersi le proprie vite, giustizia per quanto accaduto”.
Mentre la Svizzera osserva il lutto, le indagini coordinate da un team di quattro magistrati proseguono per chiarire l’esatta dinamica del rogo scoppiato nella notte più festosa dell’anno, trasformatasi in una delle peggiori catastrofi nella storia delle località alpine.