KIEV - Il Cremlino ha ufficializzato una tregua per la Pasqua ortodossa. Su decisione di Vladimir Putin, le Forze armate russe osserveranno un cessate il fuoco dalle ore 16:00 di sabato 11 aprile fino alla mezzanotte del 12 aprile 2026. Mosca ha accompagnato l’annuncio con l’auspicio che l’Ucraina segua l’esempio, sottolineando tuttavia che si tratta di una “proposta autonoma” non concordata preventivamente con Kiev o Washington. 

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha risposto favorevolmente su X, confermando che l’Ucraina agirà di conseguenza: “Il popolo ha bisogno di una Pasqua libera da minacce. La Russia ha ora la possibilità di non riprendere gli attacchi anche dopo la festività”. 

Tuttavia, Zelensky lega il futuro del conflitto alle scadenze politiche americane. Secondo il leader di Kiev, gli Stati Uniti hanno una “scadenza interna” fissata intorno ad agosto per via delle elezioni, motivo per cui i mesi tra aprile e giugno saranno decisivi per organizzare un eventuale incontro trilaterale. 

Nonostante l’apertura pasquale, il processo di pace rimane in una fase di stallo dopo l’ultimo round di Ginevra a metà febbraio. Il coinvolgimento statunitense nel recente conflitto in Medio Oriente ha rallentato i colloqui, portando lo stesso Zelensky a esprimere dubbi sulla programmata visita a Kiev degli inviati della Casa Bianca, Steven Witkoff e Jared Kushner.  

Sebbene il loro arrivo fosse inizialmente previsto per il dopo Pasqua, il cessate il fuoco in Iran dell’8 aprile sembra aver cambiato le priorità di Washington. Parallelamente, con la distensione nel Golfo, il presidente ucraino è tornato a chiedere il ripristino totale delle sanzioni sul petrolio russo, che erano state parzialmente revocate proprio a causa della crisi energetica mediorientale. 

Quello di domani sarà il quarto cessate il fuoco dall’inizio dell’invasione nel 2022. La tregua pasquale si inserisce in una scarna lista di precedenti che include il primo cessate il fuoco per il Natale ortodosso dal 6 all’8 gennaio 2023, seguito da quello per la Pasqua ortodossa tra il 19 e il 21 aprile 2025. Un terzo stop alle ostilità era stato proclamato dall’8 all’11 maggio dello stesso anno per l’ottantesimo anniversario della Vittoria, fino ad arrivare all’attuale tregua di 32 ore dell’aprile 2026. 

Nonostante l’annuncio diplomatico, la guerra non si è fermata nelle ore precedenti. Nella regione di Dnipropetrovsk, attacchi di artiglieria e droni russi hanno ucciso due persone. Il capo dell’amministrazione militare, Oleksandr Ganzha, ha riferito di quasi 30 attacchi che hanno colpito tre distretti della regione, a dimostrazione di come la tensione rimanga altissima fino all’entrata in vigore effettiva dell’ordine di Belousov e Gerasimov.