KIEV - Con la scadenza della tregua di 32 ore dichiarata per la Pasqua ortodossa, Russia e Ucraina hanno ripreso immediatamente gli attacchi notturni su vasta scala. Il bilancio della ripresa delle ostilità è pesante: l’Aeronautica militare ucraina ha riferito di aver intercettato 87 droni russi su 98 lanciati, mentre il Ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver abbattuto 33 velivoli senza pilota ucraini nelle ultime 24 ore.
Nonostante l’adesione iniziale di Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, la tregua si è trasformata in un terreno di scontro diplomatico in cui Kiev e Mosca si sono scambiate accuse reciproche di violazioni sistematiche del cessate il fuoco. Lo Stato Maggiore ucraino ha denunciato 10.721 violazioni della parte russa, incluse 28 azioni di assalto e oltre duemila attacchi con droni FPV e d’attacco. Sebbene non siano stati registrati bombardamenti pesanti o l’uso di missili, le operazioni russe hanno causato almeno due morti e sei feriti tra i civili.
Il Cremlino ha risposto denunciando 1.971 violazioni ucraine, accusando le forze di Kiev di aver utilizzato l’artiglieria e i carri armati per coprire il riposizionamento delle truppe e guadagnare terreno tattico durante la finestra umanitaria.
La ripresa dei combattimenti ha colpito duramente la rete elettrica ucraina. Secondo l’operatore Ukrenergo, i droni russi hanno preso di mira le infrastrutture energetiche causando interruzioni di corrente nelle regioni di Zaporizhzhia e Chernihiv.
Sul fronte russo, immagini satellitari diffuse da Radio Svoboda rivelano un massiccio potenziamento della difesa per le residenze presidenziali. In particolare, la residenza di Valdai è ora protetta da un imponente sistema di 27 postazioni difensive (26 sistemi Pantsir-S1 e un S-400) disposte in cerchi concentrici. Fortificazioni simili, con bandi al volo e alla navigazione, sono state completate anche a Sochi e Novo-Orarevo, a dimostrazione della crescente preoccupazione per le incursioni dei droni ucraini nel cuore del territorio russo.
L’unico segnale di dialogo è arrivato dallo scambio di 175 prigionieri per parte, coordinato attraverso canali internazionali. Un’operazione che però non allevia il dramma dei civili: vittime sono state registrate nella regione di Poltava e nel Donetsk.
Da Piazza San Pietro, Papa Leone XIV ha lanciato un accorato appello affinché la comunità internazionale non distolga lo sguardo dal dramma della guerra, mentre a Brooklyn l’FBI ha arrestato Manfred Gruber, accusato di aver fornito illegalmente munizioni statunitensi alla Russia.
Sul piano politico, la presidenza cipriota dell’Ue punta a sbloccare entro breve il prestito da 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina per il biennio 2026-2027 e il ventesimo pacchetto di sanzioni. I due dossier, bloccati da mesi dai veti di Ungheria e Slovacchia, potrebbero subire un’accelerazione decisiva dopo la sconfitta elettorale di ieri di Viktor Orbán, che apre nuovi scenari nei rapporti di forza all’interno del Consiglio Europeo.