La scorsa settimana, tra una pausa e l’altra del ricco e gustoso ‘Pranzo del Giovedì’, nel grande, accogliente e luminoso salone al pianterreno del Trieste Social Club di Essendon, la conversazione con l’ex presidente Denis Campana (figlio dell’ex presidente Alberto Campana, che ha ricoperto tale ruolo per oltre vent’anni) si è soffermata sulla sua recente visita in Italia, avvenuta lo scorso ottobre, per prendere parte a un’importante cerimonia svoltasi nel Salotto Azzurro del Municipio di Trieste.
L’occasione era quella di ricordare il sacrificio del sottobrigadiere della Guardia di Finanza Gerardo Campana, nonno di Denis e del cugino Shane Campana, già residente ad Avondale Heights e da circa 25 anni stabilitosi con la famiglia a Trieste. Durante la cerimonia è stato possibile ascoltare una dettagliata ricostruzione del tragico episodio avvenuto la mattina dell’1 maggio 1945, che portò alla morte di Gerardo Campana a causa di un berretto dimenticato su uno scaffale della sua abitazione, per recuperare il quale fece ritorno sui suoi passi. Proprio quel berretto, come annunciato durante la cerimonia, è destinato a essere custodito presso il Centro di Documentazione della Foiba di Basovizza, a perenne memoria del sacrificio di Gerardo Campana, deportato nel 1945 nel campo di Borovnica, dove morì a seguito delle torture e degli stenti. Nel corso dell’incontro al Municipio di Trieste è stata raccontata anche la storia di quel copricapo che, involontariamente, segnò il destino del sottobrigadiere.
La mattina dei fatti, prima di essere catturato dalle truppe jugoslave che stavano entrando in città per occupare Trieste, Gerardo Campana, deciso a raggiungere la caserma dove prestava servizio, salutò come di consueto la moglie Giuseppina. A causa della tensione che si respirava in quei momenti in tutta la città, dimenticò però il berretto della Guardia di Finanza nella sua abitazione di via Ponziana. Nel tentativo di tornare a casa per recuperarlo, venne catturato dai titini.
Quel berretto, che i nipoti Denis e Shane, primi cugini tra loro, entrambi nati a Melbourne dove la famiglia emigrò nel dopoguerra, hanno ritrovato nel corso di un trasloco esattamente dove era stato lasciato 80 anni fa, è stato da loro recuperato e consegnato al Comandante regionale della Guardia di Finanza, il generale Fabrizio Nieddu.
“Il berretto di nonno Gerardo – racconta Denis Campana – lo abbiamo consegnato alle autorità perché desideriamo che il suo ricordo venga custodito nella città dove visse e operò come militare, e dove un giorno anche i nostri figli potranno venire per ricordare il loro bisnonno, una persona straordinaria, un combattente valoroso, un simbolo da seguire”.
La cerimonia di consegna del berretto si è svolta lo scorso ottobre nello storico Salotto Azzurro del Municipio di Trieste, alla presenza del sindaco Roberto Dipiazza, del presidente del Consiglio comunale Francesco Di Paola Panteca e del comandante regionale della Guardia di Finanza, generale Fabrizio Nieddu. Il berretto è ora custodito ed esposto presso il Museo della Foiba di Basovizza, a ricordo del sacrificio di Gerardo Campana e di tutti coloro che subirono la stessa sorte.
“Essere presenti a quella cerimonia è stato per noi nipoti un grande onore e una grande gioia”, afferma Denis Campana, che per diversi anni è stato rappresentante dell’Associazione Giuliani nel Mondo e presidente del Trieste Social Club. “Uno dei ricordi che più mi ha colpito per il suo significato – aggiunge Denis – è stato il racconto di nonna Giuseppina che per anni, dopo la scomparsa di nonno, continuava ad affacciarsi al balcone dell’appartamento di via Ponziana, sperando in cuor suo di vederlo riapparire, come per miracolo”. “Dalle informazioni che abbiamo ascoltato è emerso che quella mattina nonno Gerardo volle a tutti i costi raggiungere il luogo di servizio, nonostante la situazione in città fosse caotica. Nonna Giuseppina tentò di trattenerlo, senza riuscirci. Nella confusione di quei momenti dimenticò il berretto e, nel tentativo di tornare a recuperarlo, venne catturato, deportato a Borovnica e, dopo un periodo di gravi sofferenze fisiche e mentali, morì il 7 luglio 1945 presso l’ospedale militare di Škofja Loka”.
Il generale Nieddu ha sottolineato come il berretto rappresenti la persona che lo indossava: “Un uomo delle istituzioni, fedele alla divisa”. Per il funzionario Sartos Albertini, Gerardo Campana è “un martire, insieme a tutti coloro che subirono la stessa sorte”.