FIRENZE - La procura di Firenze ha disposto il sequestro preventivo di un patrimonio immobiliare del valore di 20 milioni di euro, ritenuto il profitto dei reati di riciclaggio e autoriciclaggio commessi ai danni di Ursula Andress. L’operazione è stata eseguita dalla Guardia di Finanza.
I sigilli sono scattati in particolare sulla tenuta di Palazzo al Bosco, un complesso di 18 ettari sulle colline di San Casciano Val di Pesa, nel Fiorentino, che comprende una villa, 11 immobili di prestigio, 14 terreni con vigne e uliveti, oltre ad alcune opere d’arte. Secondo gli inquirenti, i proventi della truffa ai danni dell’attrice – divenuta celebre nel 1962 come prima Bond girl del grande schermo nel film “Agente 007 - Licenza di uccidere” - sarebbero stati investiti proprio qui.
L’indagine ha origine da una denuncia presentata dall’attrice all’autorità giudiziaria del cantone di Vaud, in Svizzera, nella quale lamentava la progressiva depauperazione del suo patrimonio, che secondo l’accusa sarebbe stata attuata da incaricati della gestione delle sue finanze attraverso investimenti poco trasparenti.
Al centro delle indagini figura Eric Freymond, ex gestore patrimoniale di Andress, morto suicida nel 2025. Dopo la sua morte, le indagini si sono concentrate sulla moglie, ora indagata dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze con l’accusa di riciclaggio e autoriciclaggio. Altri due professionisti sono indagati con l’accusa di truffa dalle autorità della Svizzera.
La tenuta di Palazzo al Bosco, che negli ultimi anni era stata trasformata in uno spazio dedicato alla cultura contemporanea, era stata acquisita da Carolina ed Eric Freymond. Secondo la procura, rappresenterebbe il risultato degli investimenti illeciti realizzati con i soldi sottratti all’attrice.