WASHINGTON - Donald Trump torna a scuotere la diplomazia mondiale con una serie di dichiarazioni al vetriolo su X e Truth, legando indissolubilmente la fine delle ostilità alla riapertura dello Stretto di Hormuz.

Il presidente Usa ha affermato che il nuovo leader iraniano, Masoud Pezeshkian, avrebbe contattato Washington per una tregua, definendolo “molto meno radicalizzato e più intelligente dei suoi predecessori”. 

Tuttavia, la risposta di Teheran è stata immediata e gelida: il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, ha liquidato le parole di Trump come “false e prive di fondamento”, smentendo ufficialmente qualsiasi richiesta di cessate il fuoco. 

Nonostante la smentita iraniana, Trump non arretra e fissa le sue condizioni: “Valuteremo la situazione solo quando lo Stretto di Hormuz sarà aperto, libero e sicuro. Fino ad allora, stiamo bombardando l’Iran fino all’oblio o, come si suol dire, lo stiamo riportando all’età della pietra!”. 

Secondo il presidente, l’operazione militare dovrebbe concludersi in “due, forse tre settimane”, il tempo necessario per annientare le ultime capacità offensive del Paese. Trump si è detto convinto che l’Iran “voglia l’accordo più di quanto lo vogliamo noi” e ha rassicurato l’elettorato sul prezzo della benzina (salito a 4 dollari), sostenendo che una volta lasciato l’Iran, il regime crollerà su sé stesso. 

In un’intervista esclusiva al Telegraph, Trump ha poi spostato l’attacco verso i partner atlantici, definendo la Nato una “tigre di carta” e  l’uscita degli Stati Uniti dall’alleanza come ormai “irrevocabile”. La Casa Bianca non considera più l’Europa un partner affidabile, colpevole di aver respinto la richiesta di inviare navi da guerra a Hormuz. 

Le critiche più aspre sono state riservate al Regno Unito e al primo ministro Keir Starmer, accusato di essersi rifiutato di intervenire nella guerra israelo-statunitense. Trump ha umiliato pubblicamente la Royal Navy: “Non avete nemmeno una marina. Siete troppo vecchi e avevate portaerei che non funzionavano”.