WASHINGTON - Donald Trump alza il tono contro gli alleati occidentali, accusandoli di non aver fatto abbastanza per sostenere gli Stati Uniti nella guerra contro l’Iran e lasciando intendere che Washington potrebbe rivedere il proprio impegno futuro.
In una serie di messaggi pubblicati sui social, il presidente americano ha preso di mira in particolare Francia e Regno Unito, invitando i Paesi riluttanti a intervenire direttamente nello Stretto di Hormuz. “La parte difficile è fatta. Andate a prendervi il vostro petrolio”, ha scritto, accusando gli alleati di mancare di coraggio.
Parole ancora più dure sono state rivolte a Parigi, definita “molto poco utile” dopo aver negato il sorvolo aerei militari diretti verso Israele. La Francia ha risposto ribadendo che la decisione è coerente con la propria linea fin dall’inizio del conflitto e ha espresso sorpresa per le dichiarazioni di Trump.
Le tensioni si inseriscono in un contesto più ampio di frustrazione americana verso i partner della NATO e altri alleati, tra cui anche l’Australia, che hanno evitato un coinvolgimento diretto nelle operazioni militari. Diversi Paesi europei, come Spagna e Italia, avrebbero inoltre rifiutato l’utilizzo delle proprie basi da parte degli Stati Uniti.
Il Regno Unito mantiene una posizione intermedia: ha consentito l’uso delle basi britanniche, ma solo per operazioni difensive limitate. Allo stesso tempo, Londra ha annunciato un rafforzamento della propria presenza nel Golfo, con l’invio di sistemi di difesa aerea e personale aggiuntivo in Arabia Saudita, Bahrain e Kuwait.
Sul piano globale, il conflitto continua a pesare sull’economia. Il blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale, sta alimentando l’aumento dei prezzi dell’energia. Negli Stati Uniti, il prezzo medio della benzina ha superato i 4 dollari al gallone, un livello che non si registrava dal 2022.
Intanto Teheran alza la pressione, minacciando di colpire aziende americane presenti in Medio Oriente, inclusi grandi gruppi tecnologici e industriali. Una mossa che amplia ulteriormente il rischio di escalation.
Nonostante il clima di tensione, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha invitato l’Iran a negoziare, sostenendo che i prossimi giorni saranno decisivi.
Lo scontro con gli alleati, però, apre un nuovo fronte politico: quello della credibilità e della tenuta delle alleanze occidentali in un conflitto che continua ad allargarsi.