WASHINGTON - Donald Trump ha ufficialmente fatto marcia indietro sulla sua controversa proposta di trasformare il Canada nel “cinquantunesimo Stato” dell’Unione. Il dietrofront è emerso durante un’intervista esclusiva con l’autore britannico Robert Hardman, biografo della Casa Reale, i cui estratti dal libro “Elizabeth II: In Private. In Public. The Inside Story” sono stati pubblicati dal Daily Mail. 

Nello Studio Ovale, Trump ha ammesso con il suo tipico stile diretto che l’integrazione del vicino settentrionale sarebbe un’impresa troppo complessa: “Hanno duecento anni di storia e tutta quella faccenda ‘Oh Canada’, non si può risolverla in tre anni e mezzo. Immagino che non accadrà”, ha spiegato il tycoon. 

Durante la conversazione, Trump ha interrogato Hardman sullo status del Canada rispetto alla Corona: “Riconoscono ancora il Re? O hanno smesso?”. Quando l’autore ha confermato che Carlo III è tuttora il capo di Stato, Trump sembra aver mostrato un inatteso rispetto per l’istituzione monarchica, decidendo di “lasciare in pace” il Canada per non scontentare il sovrano, che ha definito un “fantastico ragazzo” per il coraggio dimostrato nella lotta contro il cancro.  

Nonostante la rinuncia all’invasione o all’annessione, Trump non ha risparmiato critiche alla classe dirigente canadese, definendo i leader di Ottawa “politici terribili” che gli sorridono in faccia per poi parlargli alle spalle. 

Il presidente ha poi esposto una bizzarra teoria geografica sul confine tra i due Paesi: “Il problema è che qualche tizio ha tracciato questa linea retta per fare un confine. Avrebbe dovuto semplicemente segnarla cinquanta miglia più a nord e non ci sarebbero stati problemi”. 

Secondo Trump, poiché la maggior parte dei canadesi vive vicino al confine statunitense a causa del clima rigido, quella fascia di territorio sarebbe stata una naturale estensione degli Usa. 

Le minacce di annessione non erano state solo verbali. L’anno scorso, Trump aveva ripetutamente provocato l’ex Primo Ministro Justin Trudeau, sostenendo che sotto la bandiera a stelle e strisce i canadesi avrebbero pagato meno tasse e ricevuto una protezione militare migliore. A gennaio, aveva persino postato un’immagine generata dall’intelligenza artificiale che mostrava una mappa del Canada colorata con i simboli della bandiera statunitense durante un incontro con i leader europei. 

La tensione era stata parzialmente stemperata da un viaggio lampo di Re Carlo III a Ottawa lo scorso maggio, dove aveva ribadito che il Canada è un Paese “forte e libero”. 

L’intervista di Hardman arriva in un momento cruciale: a fine mese, il Re e la Regina saranno ospiti della Casa Bianca per un banchetto di Stato e una sessione congiunta del Congresso. I diplomatici sperano che questa visita possa lenire le frizioni tra Washington e Londra, nate a causa delle divergenze sulla guerra in corso in Iran.  

Trump, infatti, è stato estremamente critico verso l’approccio di Sir Keir Starmer nel conflitto del Golfo, e il prestigio della Corona potrebbe rappresentare l’ultima carta per ricucire lo strappo tra i due storici alleati.