TEHERAN - Il dodicesimo giorno di conflitto si apre con un profondo divario tra la narrazione del Pentagono e la realtà sul campo. Mentre Donald Trump annuncia dal Kentucky la vittoria totale, l’Iran risponde con la minaccia di nuove armi segrete e il presidente francese Emmanuel Macron invita alla cautela: le capacità del regime non sono affatto azzerate. 

Arringando la folla in un comizio in Kentucky, Donald Trump ha descritto l’Iran come un Paese “annichilito” dall’operazione Epic Fury. Secondo il Presidente, il lavoro sarebbe “virtualmente finito” grazie a una distruzione sistematica delle infrastrutture nemiche che ha visto la capacità balistica crollare del 90% e la forza navale ridotta a una marina ormai “inesistente” con 58 navi affondate. Le fabbriche di droni sono state rase al suolo, mentre l’aviazione e i sistemi di difesa, inclusi radar e comunicazioni, risultano completamente neutralizzati. 

“Quando deciderò che deve finire, finirà”, ha chiosato Trump, rivelando di aver risparmiato alcuni obiettivi solo per permettere una futura ricostruzione del Paese. 

Il quadro dipinto dalla Casa Bianca è stato smentito dai fatti delle ultime 24 ore. L’Iran non solo tiene ancora in scacco lo Stretto di Hormuz (dove ha colpito altre tre navi) ma minaccia ora di utilizzare tecnologie balistiche non ancora impiegate.  

Ali Fadavi, comandante dei Pasdaran, ha annunciato l’uso imminente di missili lanciati da posizioni subacquee capaci di raggiungere velocità di 100 metri al secondo, mentre il portavoce delle forze armate, Abolfazl Shekarchi, ha avvertito che se i porti iraniani resteranno sotto tiro, ogni porto del Golfo diventerà un obiettivo legittimo. 

“Le prime ondate servivano solo ad accecare i radar nemici”, ha dichiarato Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano. “Ora possiamo colpire qualsiasi luogo con estrema precisione”. 

A margine del G7, Emmanuel Macron ha offerto una lettura più sfumata rispetto al trionfalismo statunitense. Pur riconoscendo danni “considerevoli” inflitti a Teheran, il presidente francese ha sottolineato che l’Iran continua ad aggredire i Paesi della regione.  

Macron ha invitato Trump a fare chiarezza su due punti fondamentali, chiedendo quali siano gli obiettivi finali reali degli Stati Uniti e quale ritmo si intenda dare alle operazioni nei prossimi giorni. 

Sullo sfondo rimane il giallo delle trattative. Secondo fonti di Bloomberg, l’Iran avrebbe proposto un cessate il fuoco a una condizione invalicabile: una garanzia scritta che Usa e Israele non attaccheranno mai più la Repubblica Islamica. Una proposta che, nei termini attuali, Washington considera irricevibile.