WASHINGTON - Donald Trump ha celebrato il suo primo anno di mandato con un discorso fiume di un’ora e 47 minuti, dichiarando che sotto la sua guida “il Paese è tornato a vincere”. Tuttavia, l’elenco dei successi esaltanti in economia e politica estera è finito immediatamente sotto la lente d’ingrandimento dei media statunitensi.  

 Il primo dei passaggi analizzati è quello che riguarda l’inflazione e prezzi al consumo. Secondo le parole del presidente Usa: “Le nostre politiche stanno velocemente eliminando i prezzi alti”.  

Ma la realtà riportata dai media è molto diversa: prezzi che continuano a salire, sebbene il ritmo sia rallentato. A gennaio 2026, l’inflazione è al 2,4%, un miglioramento rispetto al 3% dell’ultimo anno di Biden. È però doveroso ricordare che l’amministrazione precedente affrontò il picco del 9,1% (giugno 2022), causato principalmente dallo shock energetico globale seguito all’invasione russa dell’Ucraina. 

 Un altro passaggio chiave è quello del “carrello della spesa” e la benzina. Durante il suo discorso Trump ha elencato una serie di prodotti alimentari i cui prezzi sarebbero scesi, vantando un prezzo delle uova - il cui aumento era stato al centro della campagna elettorale - sceso del “60%”. Il costo delle uova è in effetti sceso, ma del 34% negli ultimi mesi, mentre quello del manzo è aumentato del 15% e in generale negli ultimi 12 mesi i prezzi alimentari sono aumentati del 2.1%. 

Per quanto riguarda il carburante, i dati dell’Automobile Association smentiscono il presidente: la media nazionale è di 2,95 dollari a gallone. Solo in Oklahoma i prezzi si avvicinano alle cifre citate, mentre su 150.000 stazioni di rifornimento negli Usa, solo 4 vendono la benzina a meno di 2 dollari. 

Un altro punto sono gli investimenti record citati dal tycoon: “Mi sono assicurato impegni per oltre 18 trilioni di dollari da tutto il mondo”. Ma, secondo i media non esistono prove a sostegno di una cifra così iperbolica. Lo stesso sito della Casa Bianca, che monitora i nuovi investimenti in manifattura e tecnologia, riporta un totale di 9,7 trilioni. Una cifra imponente, ma che rappresenta poco più della metà di quanto rivendicato da Trump. 

Sulla sicurezza elettorale e “voti illegali”, Donald Trump ha assicurato che “gli imbrogli sono dilaganti”, mentre i dati indicano che le frodi sono rarissime. Persino la Heritage Foundation (think tank vicino a Trump) ha censito solo 1.620 casi provati in un database che parte dal 1982. Uno studio del Brennan Center of Justice su 23,5 milioni di voti ha riscontrato appena 30 casi sospetti di non-cittadini che hanno tentato di votare. 

Nel passaggio su immigrazione e criminalità, il presidente Usa ha dichiarato che “sono entrati 11.888 assassini dalle prigioni e dagli ospedali psichiatrici esteri”. Sebbene circa 10 milioni di persone siano entrate durante l’era Biden, non ci sono prove di uno svuotamento sistematico di carceri o manicomi verso gli Usa. La cifra di 11.888 omicidi si riferisce probabilmente al totale di immigrati irregolari con condanne per omicidio attualmente detenuti o monitorati dall’Ice, ma si tratta di soggetti accumulatisi nel corso degli ultimi quattro decenni, non nell’ultimo anno. 

Infine, per quanto riguarda la politica Estera, Trump ha assicurato che “nei primi 10 mesi ho messo fine ad otto guerre”, frase, costantemente ripetuta da Trump. Secondo i media, si tratta, nella migliore delle ipotesi, di un’esagerazione dal momento che non c'è consenso su quante guerre, o potenziali guerre, il tycoon abbia fermato.  

E nei casi in cui effettivamente è stata raggiunta la pace, l’effettivo ruolo della mediazione di Trump è oggetto di dibattito. Da parte sua, Trump rivendica di aver messo fine alla guerra tra Israele e Iran, Egitto ed Etiopia, Thailandia e Cambogia, Serbia e Kosovo, Ruanda e Repubblica democratica del Congo, Armenia e Azerbaijan, India e Pakistan.