WASHINGTON – Donald Trump sempre più a picco nei sondaggi. Il tasso di approvazione del Presidente è sceso ancora, al 33%, il livello più basso del suo secondo mandato.
È quanto emerge da un sondaggio dell’Università del Massachusetts Amherst, condotto fra il 20 e il 25 marzo e secondo il quale il 62% degli americani non lo approva. Il tasso di approvazione del Presidente è cinque punti più basso rispetto al luglio del 2025 e di 11 punti rispetto allo scorso aprile.
Il tasso di approvazione di Donald Trump era sceso in maniera significativa anche in un sondaggio Reuters/Ipsos eseguito la settimana scorsa. L’inchiesta aveva rilevato che solo il 36% degli americani approva l’operato di Trump, in calo rispetto al 40% registrato dallo stesso sondaggio la settimana prima.
Tatishe Nteta, professore ordinario di Scienze politiche alla UMass Amherst e direttore del sondaggio, ha affermato che i risultati registrati da Trump non sono sorprendenti alla luce dell’aumento dei prezzi, della guerra impopolare con l’Iran e dello shutdown del dipartimento per la Sicurezza interna, che ha provocato disagi negli aeroporti del Paese.
“Ciò che sorprende, e che dovrebbe destare seria preoccupazione alla Casa Bianca, è il calo del sostegno proprio tra i gruppi che hanno contribuito al ritorno di Trump alla presidenza nel 2024”, ha dichiarato Nteta in una nota.
“Tra gli uomini, la classe lavoratrice e gli afroamericani, l’indice di approvazione di Trump è sceso di quasi 20 punti da aprile 2025. Calo simile anche tra i moderati (meno 18 punti) e gli indipendenti (meno 13 punti), bacini elettorali decisivi per la sua vittoria e per le prossime elezioni di metà mandato”, ha aggiunto.
Jesse Rhodes, anche lui professore di Scienze politiche alla UMass Amherst e co-direttore del sondaggio, non ha usato mezzi termini.
“Questi ultimi dati sull’approvazione del presidente Trump sono brutali”, ha dichiarato.
“Il 62% degli americani esprime un giudizio negativo, più o meno marcato, sulla sua performance. Il motivo? Gli americani valutano duramente Trump sulle questioni più rilevanti per il Paese, soprattutto su quelle economiche che incidono direttamente sulla vita quotidiana”, ha spiegato.
“Il 71% ritiene che stia gestendo male l’inflazione e il 61% che stia gestendo male l’occupazione. I dazi avrebbero dovuto essere uno dei punti di forza della sua agenda, ma si sono rivelati un disastro dal punto di vista dell’immagine: quasi due americani su tre (64%) esprimono un giudizio negativo. Quando si tratta di opinione pubblica, le questioni economiche prevalgono quasi sempre, e la percezione fortemente negativa della sua gestione economica è una delle principali cause del calo nei sondaggi”.
Trump si trova con un saldo negativo di almeno 15 punti su quattro temi chiave: inflazione, lavoro, immigrazione e dazi.
Il Presidente ha registrato un crollo particolarmente marcato sul tema dell’immigrazione, considerato il suo principale punto di forza e uno dei fattori decisivi della vittoria elettorale del 2024.
Nel sondaggio che era stato condotto dell’Università del Massachusetts Amherst nell’aprile 2025, Trump risultava ancora in territorio positivo sulla gestione dell’immigrazione, con il 50% di approvazione contro il 46% di disapprovazione. A luglio, il saldo era già sceso a meno 13 punti (41% contro 54%). Oggi il divario è salito a meno 15 punti: solo il 35% degli intervistati approva la sua gestione dell’immigrazione, mentre il 60% la disapprova.
“Alla luce di questi dati, Trump potrebbe essere costretto a riconsiderare la promessa elettorale di attuare ‘il più grande programma di deportazioni nella storia americana’, oppure rischiare di alienarsi un’opinione pubblica sempre più stanca delle sue soluzioni dure al problema dell’immigrazione irregolare”, ha concluso Nteta.
La posizione di Trump all’interno del suo partito rimane sostanzialmente solida: solo circa un repubblicano su cinque ha dichiarato di disapprovare il suo operato alla Casa Bianca, tuttavia la quota che disapprova la sua gestione del costo della vita è salita al 34%, rispetto al 27% della settimana precedente.