WASHINGTON - Donald Trump ha annunciato la nomina di Kevin Warsh come nuovo presidente della Federal Reserve.
“Conosco Kevin da molto tempo e non ho alcun dubbio che passerà alla storia come uno dei grandi presidenti della Fed, forse il migliore”, ha scritto il presidente americano su Truth Social, aggiungendo che Warsh è “nato per il ruolo” e “non deluderà mai”.
Trump ha spiegato di aver valutato anche altre opzioni, in particolare Kevin Hassett - attuale direttore del National Economic Council della Casa Bianca - definendolo “molto rispettato” e “un ottimo candidato”, ma ha chiarito di aver preferito mantenerlo a Washington per il lavoro che sta svolgendo con il suo team.
In un altro messaggio, Trump ha riferito che per la guida della banca centrale sono stati intervistati anche Christopher Waller e Rick Rieder. Waller è uno degli attuali governatori della Federal Reserve ed è considerato una figura tecnica interna all’istituto, mentre Rieder è il chief investment officer per il reddito fisso di BlackRock, uno dei più influenti gestori finanziari a livello globale. “Tutti sarebbero stati eccellenti”, ha commentato Trump.
Warsh, 55 anni, è un economista ed ex banchiere centrale nato ad Albany, nello Stato di New York. È stato il più giovane governatore della Fed, nominato da George W. Bush a 35 anni, e ha avuto un ruolo di primo piano durante la crisi finanziaria globale del 2008.
Attualmente è docente alla Graduate School of Business dell’università di Standford e partner dell’investitore Stanley Druckenmiller.
Il rapporto con Trump è sia politico sia personale: Warsh era già stato considerato per la guida della Fed durante il primo mandato del presidente ed è tornato negli ultimi mesi tra i nomi più accreditati sui mercati. Il Tycoon ne ha apprezzato le posizioni sui tassi di interesse e le critiche all’operato di Jerome Powell.
Il nuovo presidente dell’istituto è inoltre legato all’area repubblicana anche per motivi familiari: il suocero è Ronald Lauder, miliardario ed esponente di primo piano tra i grandi donatori del presidente.
Sul piano delle idee, Warsh è stato a lungo considerato un “falco” dell’inflazione, favorevole a tassi più elevati e fortemente critico verso l’espansione del bilancio della banca centrale. Per anni ha accusato la Fed di aver confuso politica monetaria e politica fiscale, incentivando una spesa pubblica insostenibile attraverso tassi troppo bassi e massicci acquisti di titoli.
Negli ultimi mesi ha però sostenuto la necessità di tagliare i tassi, a condizione che ciò sia accompagnato da una riduzione delle partecipazioni in Treasury e titoli garantiti da ipoteche.
“Abbiamo bisogno di un cambiamento di regime nella conduzione della politica”, aveva detto a luglio in un’intervista a Cnbc.
Tra i punti centrali delle sue critiche figura anche il tema dell’indipendenza della banca centrale. Secondo Warsh, durante la pandemia, la Fed avrebbe minato la propria credibilità inseguendo priorità politiche, come il dibattito sul clima.