WASHINGTON - Lo ha dichiarato il presidente Donald Trump, annunciando anche un piano federale di garanzie assicurative per proteggere il commercio marittimo nel Golfo Persico.
La misura rappresenta uno dei passi più decisi dell’amministrazione americana per cercare di contenere l’aumento dei prezzi dell’energia, innescato dall’escalation militare in Medio Oriente dopo gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran.
Il piano prevede che la U.S. International Development Finance Corporation (DFC), agenzia federale creata nel 2019 per sostenere investimenti nei Paesi in via di sviluppo, offra assicurazioni contro il rischio politico e garanzie finanziarie alle compagnie coinvolte nel trasporto marittimo nella regione.
“Gli Stati Uniti garantiranno in ogni caso il libero flusso di energia verso il mondo”, ha scritto Trump sui social media, aggiungendo che ulteriori misure potrebbero essere annunciate a breve.
L’intervento viene annunciato mentre il traffico di petroliere nello Stretto di Hormuz - passaggio strategico tra Iran e Oman - risulta gravemente disturbato dai combattimenti. Circa un quinto della produzione mondiale di petrolio transita ogni giorno attraverso questo corridoio marittimo.
Negli ultimi giorni diverse petroliere sono rimaste bloccate o danneggiate, mentre molte compagnie di navigazione stanno rivalutando i rischi di operare nell’area. I premi assicurativi legati al rischio di guerra sono aumentati rapidamente e alcuni assicuratori hanno ridotto o ritirato la copertura.
Trump ha riconosciuto che gli americani potrebbero dover affrontare temporaneamente prezzi più alti del carburante. “Potrebbero salire per un breve periodo, ma quando il conflitto finirà scenderanno, probabilmente anche sotto i livelli precedenti”, ha detto ai giornalisti.
Secondo fonti vicine all’amministrazione, il segretario al Tesoro Scott Bessent e il segretario all’Energia Chris Wright stanno preparando ulteriori proposte per affrontare l’emergenza energetica.
Non tutti però sono convinti che le misure annunciate basteranno a stabilizzare il mercato. Alcuni analisti osservano che la Marina statunitense dispone di un numero limitato di navi per scortare le petroliere. Al momento circa dodici unità militari americane sono presenti nella regione, ma alcune sono impegnate in operazioni contro l’Iran.
Inoltre, eventuali scorte navali potrebbero esporre le unità militari al rischio di attacchi con missili o imbarcazioni armate.
Gli Stati Uniti hanno già adottato misure simili in passato, ad esempio durante la guerra Iran-Iraq negli anni Ottanta e dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001, quando Washington intervenne per mantenere aperte le rotte marittime nonostante l’impennata dei costi assicurativi.