WASHINGTON - “La nostra nazione e tornata. Più solida, migliore, più ricca e più forte di prima”. Con queste parole Donald Trump ha aperto il suo primo discorso sullo Stato dell’Unione del secondo mandato, segnando un primato storico: con 1 ora e 48 minuti, e l’intervento più lungo mai pronunciato da un presidente da quando esiste la diretta TV, polverizzando il record di Bill Clinton del 2000 (1h 28’).  

Davanti a un Congresso elettrizzato, Trump ha proclamato l’inizio di una nuova era: “Tra meno di 5 mesi festeggeremo il 250esimo anniversario della nostra indipendenza. Ancora non avete visto niente: questa e l’età dell’oro dell’America”.  

Il Presidente ha rivendicato successi economici definiti “senza precedenti”, citando il calo dell’inflazione, il taglio delle tasse e l’inedita partnership energetica con il Venezuela, da cui sono appena arrivati 80 milioni di barili di petrolio. Tra gli applausi, ha reso omaggio ai campioni olimpici di hockey di Milano-Cortina 2026, celebrando la loro vittoria sul Canada come simbolo del trionfo Usa.  

Uno dei passaggi più attesi ha riguardato la politica commerciale. Trump ha tirato dritto nonostante la recente bocciatura della Corte Suprema, definita una sentenza “infelice e totalmente sbagliata”. Ha assicurato che userà “le tariffe per sostituire il moderno sistema di tasse sul reddito, togliendo un peso finanziario dalle spalle delle persone che amo”, confermando che i dazi pagati dai paesi stranieri diventeranno il pilastro della sua strategia economica, forzando i partner internazionali a nuovi accordi.  

Il clima in aula è degenerato quando il discorso è virato sulla sicurezza dei confini. Trump ha rivendicato nove mesi di “zero ingressi illegali”, ma ha scatenato la furia dei Democratici quando ha intimato loro di alzarsi per difendere i cittadini statunitensi: “Dovreste vergognarvi, siete pazzi. Stavate distruggendo il Paese, vi abbiamo fermati in tempo”.  

La serata è stata segnata da proteste plateali, a partire dall’espulsione del deputato democratico Al Green, che ha mostrato un cartello con la scritta “I neri non sono scimmie” in riferimento a un discusso video condiviso da Trump sugli Obama. 

Successivamente, la rappresentante del Minnesota Ilhan Omar ha interrotto il Presidente gridando “Hai ucciso cittadini statunitensi”, richiamando la morte di Renée Good e Alex Pretti durante alcuni raid federali a Minneapolis. Infine, mentre Trump proseguiva il suo intervento, ampi settori dell’aula si sono progressivamente svuotati a causa dell’uscita anticipata di numerosi esponenti dell’opposizione.  

Il capitolo internazionale e stato dominato dall’Iran. Trump ha rivendicato l’operazione Midnight Hammer dell’anno scorso, sostenendo di aver distrutto il programma nucleare di Teheran. Pur dicendosi pronto alla diplomazia, ha lanciato un avvertimento finale: “Non consentirò mai allo sponsor numero uno del terrorismo di avere l’arma nucleare”. Sull’Ucraina il passaggio e stato breve ma tagliente: “Ogni mese muoiono 25mila soldati. Questa guerra non sarebbe mai iniziata se io fossi stato Presidente”.  

Nonostante la durata fiume, non sono mancati i silenzi strategici. Come ampiamente previsto, Trump non ha fatto alcun riferimento al caso Epstein, evitando di toccare lo scandalo che ha coinvolto numerose figure del mondo politico e finanziario.