WASHINGTON - Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che introduce nuove restrizioni sul voto per posta e prevede la creazione di un elenco federale degli elettori idonei, aprendo un nuovo fronte di scontro con Stati e opposizione.

Il provvedimento impone regole più rigide per il voto per corrispondenza e incarica il Dipartimento per la Sicurezza interna di compilare una lista dei cittadini statunitensi autorizzati a votare in ciascuno Stato, utilizzando dati della Social Security. In base al piano, il servizio postale potrà inviare schede elettorali solo ai nominativi presenti in questi elenchi.

La misura è stata adottata senza il coinvolgimento del Congresso e rischia di avere effetti immediati su elezioni già in corso in diversi Stati. Trump ha giustificato la decisione sostenendo che il voto per posta sia soggetto a irregolarità diffuse, una tesi che continua a ripetere da anni ma che non troverebbe riscontri sistematici nei dati.

Secondo la Heritage Foundation, i casi verificati di voto da parte di non cittadini negli ultimi due decenni sono stati circa un centinaio, numeri marginali rispetto al totale degli elettori.

L’ordine prevede inoltre che gli Stati che non si adegueranno possano perdere fondi federali, aumentando la pressione su governi locali già scettici. Resta però incerto cosa accadrebbe nel caso in cui cittadini aventi diritto venissero esclusi per errore dalle liste.

Le reazioni sono state immediate. Diversi esponenti Democratici hanno annunciato battaglie legali, sostenendo che il presidente non abbia autorità per intervenire direttamente nella gestione delle elezioni, competenza attribuita agli Stati dalla Costituzione.

Il legale con competenza in materia elettorale Marc Elias ha dichiarato apertamente che qualsiasi tentativo di “prendere il controllo del voto” verrà impugnato in tribunale. Anche funzionari statali, come il segretario dell’Arizona Adrian Fontes, hanno denunciato il rischio di un uso improprio dei dati personali degli elettori.

Il contesto è già teso. Il Dipartimento di Giustizia sta portando avanti azioni legali contro diversi Stati per ottenere accesso ai registri elettorali, mentre si avvicina un accordo con il Dipartimento per la sicurezza interna per l’uso di questi dati anche in indagini su immigrazione e reati.

La mossa della Casa Bianca segna un ulteriore irrigidimento sul tema elettorale e apre una fase di confronto istituzionale destinata a trasferirsi rapidamente nelle aule di tribunale.