WASHINGTON – Il forte aumento delle tariffe di trasporto marittimo sta spingendo gli Stati Uniti a riesaminare alcune delle misure adottate contro le cosiddette “flotte ombra”, formate in larga parte da vecchie petroliere utilizzate negli ultimi anni per movimentare petrolio proveniente da Paesi sottoposti a sanzioni.
Un funzionario americano ha riferito che l’amministrazione Trump sta valutando deroghe mirate per consentire ad alcune navi già sanzionate di trasportare “petrolio legale”, cioè greggio o prodotti petroliferi non colpiti da misure punitive di Washington.
L’obiettivo sarebbe aumentare la capacità disponibile per far uscire più petrolio e carburanti raffinati dal Golfo, dove i conflitti in Iran e Ucraina hanno contribuito a spingere i costi di trasporto a livelli record.
Le discussioni vengono avviate pochi giorni dopo la decisione del presidente Donald Trump di sospendere temporaneamente le sanzioni sul gasolio russo, scelta che ha provocato forti critiche da parte del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, di diversi governi europei e anche di alcuni senatori repubblicani.
Secondo i critici, l’allentamento delle misure sulle esportazioni russe offrirebbe a Vladimir Putin nuove entrate da utilizzare per finanziare la guerra in Ucraina.
Nel caso della “flotta ombra”, Washington sostiene però che eventuali deroghe non permetterebbero alle navi interessate di trasportare petrolio russo o iraniano soggetto a sanzioni.
Le compagnie che volessero utilizzare queste petroliere dovrebbero presentare una richiesta specifica al Dipartimento del Tesoro.
Il segretario all’Energia Chris Wright ha confermato che l’amministrazione sta discutendo una possibile revisione delle restrizioni, collegandola alla necessità di contenere i costi di trasporto che stanno rendendo il greggio americano meno competitivo per le raffinerie asiatiche.
Le tariffe delle petroliere sono aumentate drasticamente, spingendo molti acquirenti in Asia a cercare forniture alternative dal Medio Oriente e dall’America Latina.
Secondo il gruppo di ricerca Energy Aspects, tuttavia, una riduzione delle sanzioni sulla “flotta ombra” avrebbe probabilmente un effetto limitato sui noli globali.
Molte delle navi interessate sono vecchie, scarsamente sottoposte a manutenzione e, nonostante le restrizioni, hanno continuato a operare negli ultimi mesi.
Una parziale apertura potrebbe rendere disponibili alcune unità aggiuntive per collegamenti brevi attraverso lo Stretto di Hormuz, ma difficilmente incrementerebbe in modo sostanziale la capacità complessiva della flotta.
Anche le regole assicurative potrebbero limitare l’impatto della misura, poiché gli operatori resterebbero soggetti alle normative europee e britanniche.
La Casa Bianca non ha commentato immediatamente le discussioni, mentre l’amministrazione resta concentrata sul contenimento dei prezzi di petrolio e carburanti in vista delle elezioni di metà mandato del 3 novembre.