KIEV - Mentre il mondo osserva gli effetti del cessate il fuoco tra Washington e Teheran, Kiev cerca di sfruttare il momento diplomatico per sbloccare il fronte europeo. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il ministro degli Esteri Andrii Sybiha hanno accolto con favore l'intesa in Medio Oriente, definendola la prova che la "risolutezza statunitense" può forzare la fine delle ostilità. 

Zelensky ha sottolineato come la tregua di due settimane tra Iran e Stati Uniti crei le condizioni necessarie affinché la diplomazia dia i suoi frutti, lanciando un messaggio diretto al Cremlino. "L’Ucraina ha sempre chiesto un cessate il fuoco. Siamo pronti a rispondere allo stesso modo se i russi cessano i loro attacchi. È evidente che una tregua creerebbe i presupposti per un accordo duraturo". 

Nonostante le aperture diplomatiche, la pressione militare russa non accenna a diminuire, spostandosi verso nuovi e pericolosi quadranti. Pavlo Palisa, vicecapo dell’ufficio del Presidente, ha denunciato a Rbc Ukraine un possibile piano russo per creare una zona cuscinetto nella regione di Vinnytsia, partendo dalla Transnistria. 

Nella regione separatista della Moldova sono state simulate manovre basate su una campagna sovietica del 1944, mentre Mosca punta ad aumentare il personale militare in Transnistria portandolo da 1.500 a 10.000 unità. Sebbene per il 2026 il Donbass resti la priorità russa, Kiev teme ora un'espansione sull'asse di Zaporizhzhia e il consolidamento di ulteriori zone cuscinetto a nord, nelle regioni di Kharkiv, Sumy e Chernihiv. 

La realtà sul campo resta però segnata dal sangue. Nelle ultime 24 ore, i raid russi hanno causato almeno 13 morti e 77 feriti. Durante la notte, la Russia ha lanciato 176 droni. Nonostante la contraerea ucraina ne abbia intercettati 146, almeno 24 ordigni hanno colpito 12 diverse località del Paese. 

Intanto, sul piano internazionale, si apre un caso diplomatico in Africa. Il ministero degli Esteri di Yaoundé ha confermato la morte in combattimento di 16 cittadini del Camerun reclutati dalle forze russe. Secondo Kiev, Mosca avrebbe arruolato circa 1.800 soldati africani con false promesse di lavoro o istruzione, costringendoli poi a combattere al fronte.