DAVOS - Si apre oggi, 22 gennaio, il momento decisivo per i negoziati di pace in Ucraina. Mentre al World Economic Forum di Davos è iniziato l’attesissimo incontro bilaterale tra il presidente Usa Donald Trump e l’ucraino Volodymyr Zelensky, a Mosca si prepara il secondo atto della diplomazia “parallela”. Il presidente russo Vladimir Putin riceverà in serata gli inviati speciali della Casa Bianca, Steve Witkoff e Jared Kushner. 

Parlando dal podio del Forum, Trump ha usato toni diretti e senza fronzoli per descrivere la fase finale della sua mediazione. “Se Putin e Zelensky non arrivano a un accordo ora, significa che sono stupidi”, ha dichiarato il Tycoon, ammettendo però che risolvere il conflitto si è rivelato più complesso del previsto: “Pensavo sarebbe stato più semplice, ma l’odio reciproco rende tutto difficile. Quando Zelensky è disposto a cedere, è Putin che chiede di più”. 

Poco prima di imbarcarsi per Mosca, l’inviato speciale Steve Witkoff ha lanciato un segnale di forte ottimismo durante un panel ucraino a Davos. Secondo Witkoff, infatti, i negoziati si sono ridotti a un’unica questione controversa (probabilmente legata alla sovranità territoriale o alle garanzie di sicurezza). “Abbiamo discusso diverse versioni di questo punto e credo sia risolvibile. Se c’è la volontà politica, chiuderemo la partita oggi stesso”. 

Witkoff ha sottolineato che è stata la Russia a richiedere l’incontro di stasera, un gesto interpretato come un segnale di stanchezza del Cremlino e una reale volontà di trattare. 

Inoltre, Trump starebbe accarezzando l’idea di creare in Ucraina una zona economica speciale priva di dazi. Questa mossa offrirebbe a Kiev un vantaggio competitivo enorme, attirando investimenti globali e trasformando il Paese in un hub produttivo per la ricostruzione. 

In parallelo ai colloqui politici, il capo del team negoziale ucraino, Rustem Umerov, ha lavorato sui dettagli tecnici del dopoguerra. In una serie di incontri con Kushner e Witkoff, Umerov ha discusso le garanzie di sicurezza necessarie per proteggere Kiev da future aggressioni. 

Un ruolo centrale lo sta giocando anche il settore privato. La delegazione ucraina ha incontrato i vertici di BlackRock per discutere il piano di ricostruzione post-bellica, stimato in centinaia di miliardi di dollari. L’obiettivo è trasformare il “piano di pace” in un “piano di prosperità” che possa convincere anche gli alleati europei più scettici.