KIEV - In un clima di estrema tensione internazionale, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione storica che chiede un “cessate il fuoco completo, immediato e senza condizioni” in Ucraina. Il testo, passato con 107 voti favorevoli, ha visto però l’inedita astensione degli Stati Uniti.
La decisione di Washington di astenersi è arrivata dopo che la presidente dell’Assemblea, Annalena Baerbock, ha respinto la richiesta statunitense di cancellare due paragrafi chiave che legavano la pace al rispetto dell’integrità territoriale dell’Ucraina.
Secondo la Casa Bianca, infatti, quel passaggio, scritto in questi termini, rischia di “distrarre dai negoziati in corso” ad Abu Dhabi, ostacolando la flessibilità diplomatica necessaria per un accordo duraturo.
Da parte sua, il Cremlino ha liquidato la risoluzione come una “goffa manovra russa-ucraina” per interferire nei colloqui diretti tra le superpotenze.
Mentre l’Onu discute, la vera partita si sposta negli Emirati Arabi Uniti. Dopo alcuni rinvii dovuti alle tensioni con l’Iran, Kiev e Mosca hanno confermato il nuovo round di colloqui per il 4 e 5 marzo.
Donald Trump si è mostrato ottimista: “Le cose stanno andando molto bene tra Ucraina e Russia. Credo che presto avremo ottime notizie”, ha dichiarato alla Casa Bianca, pur ammettendo la complessità del processo.
Domani, a Ginevra, il capo negoziatore ucraino Rustem Umerov incontrerà gli inviati Usa, Steve Witkoff e Jared Kushner per definire i dettagli del vertice. Sul tavolo restano i nodi più duri: il controllo del Donbass e la sicurezza delle infrastrutture energetiche.
Ad Abu Dhabi le delegazioni dovranno continuare a lavorare su un potenziale cessate il fuoco che interessi le infrastrutture energetiche e sul controllo della regione ucraina del Donbass. La Russia chiede da tempo all’Ucraina di cedere l’intera area di Donetsk e Lugansk, compresi i territori ancora sotto il controllo di Kiev, come precondizione per qualsiasi accordo di pace.
Una richiesta puntualmente respinta da Zelensky, forte anche di sondaggi come quello recente dell’Istituto Internazionale di Sociologia di Kiev, secondo cui il 52% degli ucraini ritiene categoricamente inaccettabile il passaggio dell’intero Donbass sotto il controllo russo in cambio di garanzie di sicurezza da parte di Stati Uniti ed Europa.
In vista dei colloqui di Abu Dhabi, a cui l’Europa non è chiamata a partecipare, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha sentito Zelensky. “Stiamo avanzando verso un quadro di prosperità unico e comune con l’Ucraina e i nostri partner statunitensi”, ha sottolineato von der Leyen su X, ribadendo inoltre la volontà dell’Ue di presentare “presto il 20esimo pacchetto di sanzioni”.