WASHINGTON - Un primo accordo concreto arriva dal tavolo dei negoziati tra Ucraina e Russia. L’inviato speciale americano Steve Witkoff ha annunciato uno scambio di 314 prigionieri per parte, definendolo il primo di questa portata dopo cinque mesi di stallo. 

Per Witkoff, risultati di questo tipo dimostrano che “un impegno diplomatico costante può produrre effetti tangibili e contribuire ad avvicinare una fine del conflitto”. 

Ad Abu Dhabi, dove i negoziati proseguono nel formato trilaterale Ucraina-Russia-Stati Uniti, arrivano segnali di cauto ottimismo anche da Mosca. L’inviato speciale del Cremlino, Kirill Dmitriev, ha parlato di passi avanti positivi nei colloqui, accusando però Regno Unito e Unione Europea di tentare di ostacolare il processo. 

Dmitriev ha aggiunto che è in corso un lavoro con l’amministrazione statunitense per ripristinare le relazioni economiche bilaterali, anche attraverso il gruppo di cooperazione economica russo-americano. 

Sul fronte della sicurezza strategica, Stati Uniti e Russia sarebbero vicini a un’intesa per prorogare il trattato New Start sul controllo degli armamenti nucleari, che limita il numero di testate schierate, prevedendo ispezioni reciproche per verificare il rispetto degli impegni.  

Secondo fonti citate da Axios, una bozza di accordo è stata discussa nelle ultime 24 ore ad Abu Dhabi, anche se manca ancora l’approvazione formale dei due presidenti. 

La proroga non avrebbe una forma giuridica vincolante, ma comporterebbe l’impegno reciproco a rispettare i termini dell’accordo per almeno sei mesi, periodo durante il quale dovrebbero aprirsi negoziati su un nuovo trattato. Le riserve della Casa Bianca restano legate al fatto che il New Start non coinvolge la Cina, il cui arsenale nucleare è più ridotto ma in rapida crescita. 

Nella stessa giornata, il comando europeo degli Stati Uniti ha annunciato la ripresa del dialogo militare con la Russia, sospeso nel 2021 alla vigilia dell’invasione dell’Ucraina. Un ulteriore segnale di disgelo che si inserisce in una fase di contatti intensi e tentativi di riaprire canali diplomatici dopo anni di gelo.