KIEV - Ucraina e Russia hanno chiuso una prima giornata di colloqui definita “produttiva” ad Abu Dhabi, in un nuovo tentativo mediato dagli Stati Uniti di comporre il conflitto più grave in Europa dalla Seconda guerra mondiale.

I negoziati trilaterali, che stanno procedendo anche oggi, si svolgono però mentre i combattimenti sul terreno restano intensi.

“Il lavoro è stato sostanziale e produttivo, concentrato su passi concreti e soluzioni pratiche”, ha scritto su X Rustem Umerov, capo del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale ucraino. Anche un funzionario statunitense, parlando in condizione di anonimato, ha confermato una valutazione positiva dell’avvio dei colloqui.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha però avvertito che il dialogo dovrà portare a risultati tangibili e non offrire a Mosca nuove opportunità per proseguire la guerra. Nel suo messaggio serale, ha detto che la Russia avrebbe sfruttato una recente tregua energetica, sostenuta dagli Stati Uniti, per accumulare munizioni e lanciare un numero record di missili balistici contro l’Ucraina. “Le persone in Ucraina devono sentire che la situazione si sta muovendo davvero verso la pace e la fine della guerra”, ha detto, chiedendo agli alleati di aumentare la pressione su Mosca.

Zelensky ha anche espresso l’aspettativa che i colloqui possano portare presto a un nuovo scambio di prigionieri. In un’intervista all’emittente francese France 2, ha affermato di stimare in circa 55mila il numero di soldati ucraini uccisi dall’inizio del conflitto, una cifra superiore a quella che aveva citato a febbraio.

Poche ore dopo l’avvio dei negoziati, le forze russe hanno colpito un mercato affollato nell’est dell’Ucraina con munizioni a grappolo, uccidendo almeno sette persone e ferendone 15, secondo il governatore della regione di Donetsk Vadym Filashkin. Un episodio che sottolinea la distanza tra il tavolo diplomatico e la realtà sul campo.

Immagini diffuse dal ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti mostrano le delegazioni sedute attorno a un tavolo a ferro di cavallo, con i rappresentanti statunitensi al centro, tra cui l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump.

Parallelamente, in Europa proseguono i contatti. A Parigi, fonti diplomatiche hanno riferito di un incontro al Cremlino tra il principale consigliere diplomatico del presidente Emmanuel Macron, Emmanuel Bonne, e funzionari russi, con l’Ucraina al centro del confronto.

Washington continua a spingere entrambe le parti verso un compromesso, ma le posizioni restano lontane. Le questioni più sensibili riguardano le richieste russe di cessione territoriale e il controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Mosca chiede il ritiro ucraino da tutta la regione di Donetsk, mentre Kiev propone di congelare il conflitto sulle attuali linee del fronte e respinge qualsiasi arretramento unilaterale.