KIEV - L’Ucraina emerge dal suo inverno più drammatico con il sistema energetico ancora in piedi, ma l’allerta resta massima. In un videomessaggio alla nazione, il presidente Volodymyr Zelensky ha avvertito che, secondo i rapporti dell’intelligence, Mosca non ha alcuna intenzione di fermarsi e sta già pianificando una nuova ondata di raid contro le infrastrutture critiche per la primavera. 

I dati forniti da Ukrinform e citati dal Presidente tratteggiano un quadro di resistenza estrema. Nel corso dei mesi invernali, la Russia ha scagliato contro l’Ucraina una potenza di fuoco impressionante: 738 missili balistici e da crociera; 14.600 bombe aeree guidate (utilizzate per devastare le linee del fronte e i centri abitati); e 19.000 droni d’attacco (principalmente modelli Shahed di progettazione iraniana). 

“I russi volevano trasformare questo inverno nella distruzione dell’Ucraina e degli ucraini, ma non ci sono riusciti. L’Ucraina non si è spezzata”, ha rivendicato Zelensky, sottolineando come la difesa aerea abbia respinto il numero più alto di attacchi massicci dall’inizio dell’invasione. 

Zelensky ha tracciato un collegamento diretto tra la guerra in Europa e l’attuale conflitto tra l’asse Usa-Israele e l’Iran, evidenziando come i droni Shahed che hanno martoriato Kiev siano gli stessi ora impiegati contro i Paesi del Golfo. 

 “La situazione in Medio Oriente dimostra quanto sia difficile garantire una protezione al 100%. Anche i Paesi del Golfo, con sistemi di difesa superiori ai nostri, non riescono a fermare tutti i missili balistici e i droni Shahed. La nostra esperienza nella difesa è oggi insostituibile”. 

Il leader ucraino ha offerto la consulenza tecnica dell’Ucraina ai partner internazionali, ribadendo che l’Europa deve dotarsi di una “reale forza produttiva” per difendere cielo, terra e mare da attacchi di saturazione. 

Nonostante la vittoria simbolica sull’inverno, Zelensky ha richiamato alla concentrazione assoluta. L’intelligence segnala che le fabbriche russe, nonostante le sanzioni, continuano a produrre munizioni a ritmo serrato per una nuova offensiva primaverile. 

L’obiettivo prioritario resta la protezione totale delle infrastrutture vitali del Paese, un traguardo che impone la necessità di incrementare drasticamente le batterie di difesa aerea. Questo potenziamento è essenziale non solo per neutralizzare lo sciame costante dei droni, ma soprattutto per contrastare i missili balistici, che rappresentano la minaccia più insidiosa poiché continuano a filtrare attraverso l’attuale scudo difensivo.