BRUXELLES - L’Europa rompe definitivamente il tabù atomico. Al Summit mondiale sul nucleare di Parigi, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha impresso un’accelerazione storica, annunciando un piano da 200 milioni di euro per catalizzare gli investimenti privati nelle tecnologie nucleari di nuova generazione. L’obiettivo è rendere operativi i primi piccoli reattori modulari (SMR) entro il 2030. 

“La corsa alla tecnologia nucleare è iniziata e l’Europa ha tutto ciò che serve per essere leader”, ha dichiarato von der Leyen, sottolineando il valore della filiera europea che conta già mezzo milione di lavoratori qualificati. La strategia mira a trasformare l’Ue in un hub globale per l’energia nucleare avanzata, garantendo al contempo la sicurezza energetica in un contesto di forte instabilità nel Golfo. 

Parallelamente al rilancio industriale, Bruxelles ha presentato il pacchetto energia dedicato ai consumatori. Le misure chiave includono la riduzione di tasse e oneri sulle bollette elettriche per contrastare i rincari, insieme a procedure più rapide per il cambio di fornitore e una maggiore trasparenza contrattuale per garantire la libertà di scelta. 

Inoltre, sono previsti nuovi strumenti per permettere ai cittadini di produrre e condividere energia pulita, contrastando così la povertà energetica, con una particolare attenzione alle fasce più vulnerabili. 

Mentre l’Italia valuta il ritorno alla tecnologia, il resto del continente si muove a diverse velocità. La Francia si conferma leader indiscussa con circa 100 reattori attivi, che coprono il 45% dell’energia atomica europea, e ha già nuovi impianti in programma.  

La Polonia segue con il piano più ambizioso da 150 miliardi di euro entro il 2040, avendo già avviato la costruzione della prima centrale a Lubiatowo‑Kopalino con l’obiettivo di renderla operativa dal 2033. In Finlandia si trova Olkiluoto 3, attualmente il reattore più potente d’Europa con i suoi 1.600 MW, mentre il Belgio ha scelto di estendere la vita dei propri impianti fino al 2045 per garantire la stabilità della rete.  

Anche l’Est Europa, con Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria e Romania, punta con decisione su nuovi reattori e sistemi SMR, così come Svezia e Paesi Bassi, che stanno valutando nuove costruzioni per accelerare il processo di decarbonizzazione dell’economia. 

Presente a Parigi, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha delineato la nuova “via italiana”. Attraverso la Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile, l’Italia ha integrato ufficialmente l’atomo nel PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima). 

Le proiezioni indicano una capacità installata tra 8 e 16 GW entro il 2050, arrivando a coprire potenzialmente fino al 22% della domanda elettrica nazionale.