BRUXELLES - Il piano di sostegno finanziario concordato dal Consiglio Europeo lo scorso dicembre entra ufficialmente nella sua fase operativa.
La Commissione Europea ha adottato oggi un pacchetto di proposte legislative strategiche per garantire a Kiev un flusso di risorse continuo per i prossimi due anni. Si tratta di un passaggio cruciale nel consolidamento dell’impegno di Bruxelles a favore della difesa ucraina contro l’aggressione russa, formalizzando un prestito complessivo di 90 miliardi di euro.
Dall’inizio del conflitto, il supporto totale dell’Ue e dei suoi Stati membri ha raggiunto la cifra record di 193,3 miliardi di euro, inclusi i 3,7 miliardi derivanti dai proventi degli asset russi immobilizzati.
Il piano approvato oggi non è un semplice stanziamento, ma un’operazione complessa che poggia su tre pilastri normativi fondamentali. Il primo riguarda l’istituzione dell’Ukraine Support Loan, ovvero la creazione del prestito effettivo da 90 miliardi di euro. Il secondo, che si affianca al primo, riguarda la modifica dell’Ukraine Facility, per aggiornare lo strumento principale utilizzato per l’assistenza al bilancio di Kiev.
Infine, come terza istanza, il pacchetto prevede l’adeguamento del Quadro finanziario pluriennale, una variazione al regolamento di bilancio dell’Unione Europea necessaria per permettere la copertura del prestito attraverso i margini comunitari.
Il nuovo impegno finanziario, denominato ufficialmente Ukraine Support Loan, sarà erogato nel corso del 2026 e del 2027. La ripartizione dei fondi segue una logica di emergenza e resilienza, destinando circa due terzi del totale, pari a 60 miliardi di euro, all’assistenza militare per il rafforzamento delle capacità di difesa e la progressiva integrazione dell’Ucraina con la base industriale bellica europea.
Il restante terzo, equivalente a 30 miliardi di euro, è invece finalizzato al sostegno al bilancio, per garantire il funzionamento della macchina statale e dei servizi pubblici essenziali, evitando così il collasso sociale del Paese.
Resta acceso il dibattito sull’utilizzo dei beni russi immobilizzati presso istituzioni come Euroclear in Belgio. Nonostante l’iniziale cautela di alcuni Stati membri, l’ipotesi di usare tali capitali per il rimborso del debito rimane sul tavolo.
Il Commissario all’Economia, Valdis Dombrovskis, è stato chiaro: “L’Unione si riserva il diritto di utilizzare gli asset russi immobilizzati per rimborsare il prestito, nel pieno rispetto del diritto internazionale. La proposta del 3 dicembre 2025 non è stata ritirata e resta una opzione percorribile per i legislatori”.
Il supporto sarà finanziato tramite l’emissione di bond comuni Ue sui mercati dei capitali, garantiti dal margine di bilancio comunitario. La tabella di marcia ora prevede un passaggio rapido al Parlamento Europeo e al Consiglio.
“Oggi dimostriamo il nostro continuo e fermo sostegno”, ha dichiarato la presidente Ursula von der Leyen. “Contiamo su un’approvazione rapida da parte dei co-legislatori per poter effettuare il primo stanziamento già ad aprile 2026”. L’obiettivo è infatti rendere operative le risorse entro il secondo trimestre del prossimo anno, garantendo a Kiev la visibilità finanziaria necessaria per pianificare la propria difesa.