È arrivato in Australia con la discrezione e la sensibilità che contraddistingue i diplomatici di lungo corso, ma anche con una visione molto chiara del ruolo che l’Italia può e deve giocare in questa parte del mondo.
Nicola Lener, il nuovo Ambasciatore d’Italia a Canberra - ancora formalmente “designato”, in attesa della presentazione delle lettere credenziali prevista per il 25 febbraio - è già pienamente operativo e immerso nel suo nuovo incarico. L’intervista, andata in onda su Rete Italia e su Il Globo TV, è stata certamente l’occasione per parlare con la nostra comunità, ma anche l’opportunità per delineare le linee guida di un mandato che si annuncia denso di contenuti politici, strategici ed economici.
“È un grande piacere avere questo primo contatto con Il Globo - ha esordito - una piattaforma particolarmente seguita dagli italiani in Australia”. Un riconoscimento non formale, ma sostanziale, che testimonia l’attenzione dell’Ambasciatore verso il ruolo dell’informazione come ponte tra istituzioni e comunità.

L’Ambasciatore designato d’Italia a Canberra, S.E. Nicola Lener, nel corso dell’intervista condotta dal direttore responsabile Dario Nelli negli studi de Il Globo TV
Arrivato da qualche settimana in Australia, la data che segna ufficialmente l’inizio del suo mandato è ormai fissata. “Abbiamo ricevuto la comunicazione in queste ore - ci dice a inizio intervista - il 25 febbraio presenterò le lettere credenziali alla Governatrice generale d’Australia [Sam Mostyn], a seguito della quale sarò pienamente accreditato presso tutte le autorità locali”. Un passaggio protocollare che sancirà formalmente un percorso già avviato sul piano operativo. “Dopo il mio arrivo a inizio gennaio - ha sottolineato l’Ambasciatore -, ho già iniziato a muovermi a Canberra, ancora senza incontri a livello politico e ho avuto anche modo di avere una prime serie di incontri a Melbourne con alcune rappresentanze della comunità italiana e italo-australiana”.
Originario di Cagliari, dove si è formato prima di intraprendere la carriera diplomatica, l’Ambasciatore Lener vanta oltre trent’anni di servizio alla Farnesina.
Entrato nel ministero degli Esteri nel 1993, ha maturato esperienze in contesti geopolitici molto diversi tra loro: Perù, Giordania, Marocco, Canada, Emirati Arabi Uniti. “Quella australiana è la mia sesta sede e la seconda da capo missione diplomatica”, ha ricordato, sottolineando come questa destinazione rappresenti un traguardo ambito. “Sono veramente contento di questa assegnazione: ritengo che l’Australia sia un Paese dalle grandissime opportunità per le nostre relazioni, anche grazie alla presenza importante, consolidata e rispettata di un’importantissima comunità italiana e di origine italiana”.
Non era mai stato in Australia prima del suo arrivo, all’inizio di gennaio. “Forse proprio questo ha accresciuto l’emozione”. Il primo impatto è stato positivo, soprattutto con Canberra, “una bellissima città, molto ben progettata, con un’altissima qualità della vita”. Ma l’Ambasciatore è ben consapevole che la presenza italiana si articola anche e soprattutto altrove. “Per un Ambasciatore italiano in questo Paese è d’obbligo muoversi: Melbourne e il Victoria concentrano una delle principali comunità di italiani e italo-australiani”.
Questo è uno degli aspetti principali da cui prende forma uno dei cardini del suo mandato: il rafforzamento del rapporto con una comunità storica, rispettata e profondamente integrata, ma anche con una mobilità più recente, fatta di giovani, studenti, ricercatori e professionisti.
A prescindere dalle tematiche più proprie del ruolo della diplomazia nelle relazioni con la comunità italiana e con le istituzioni politiche australiane, è inevitabile un passaggio sul contesto internazionale nell’ambito del quale l’Ambasciatore Lener si trova a operare. Nel messaggio pubblicato sul sito dell’ambasciata, Lener ha posto l’accento sulla crescente centralità dell’Indo-Pacifico. “In quel messaggio ho cercato di condensare e di focalizzare, nello spazio che avevo a disposizione, i contenuti principali, e tra questi sicuramente quello della crescente importanza dell’Indo-Pacifico per l’Italia”. Non si tratta di un interesse astratto o meramente teorico per questa area del mondo: “L’Italia è un Paese trasformatore, ha bisogno di mantenere la libertà dei commerci. Ogni minaccia alla libertà di navigazione rappresenta un problema di sicurezza nazionale”.
In questo scenario, l’Australia emerge chiaramente come partner strategico. “È un Paese con cui condividiamo visione e valori. Crediamo che con l’Australia vada non solo mantenuto, ma rafforzato un dialogo politico e strategico”. Una relazione che ha già trovato espressione concreta anche sul piano militare. Lener cita, infatti, la partecipazione delle forze armate italiane all’esercitazione Pitch Black (un addestramento, organizzato dalla Royal Australian Air Force - RAAF - su larga scala con 20 Paesi partecipanti tra cui Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e altre nazioni della regione Indo-Pacifica, ndr): “Ha marcato un passo importante nella cooperazione operativa in ambito difesa. Speriamo di costruire ancora di più su questa base”.
Accanto alla dimensione strategica, è altrettanto importante nell’ambito delle relazioni tra i due Paesi, quella economica. L’interscambio tra i due Paesi è solido e in crescita. “Parliamo di volumi dell’ordine di sei miliardi, di cui circa cinque legati alle nostre esportazioni”, spiega l’Ambasciatore. Un dato che conferma la forza del Made in Italy, spesso identificato con le celebri “3F”. “Food, fashion e furniture sono quelle più visibili, ma in realtà la componente tecnologica delle nostre esportazioni è molto rilevante”.
Macchinari, impianti industriali e tecnologie avanzate costituiscono una parte fondamentale dell’export italiano. Ma lo sguardo è rivolto soprattutto ai settori emergenti. “Vogliamo rafforzare ulteriormente i rapporti nelle nuove tecnologie: nuovi materiali, intelligenza artificiale, quantum computing, biotecnologie, biomedicina, fintech”. Un obiettivo concreto è la firma di un protocollo triennale di cooperazione scientifica. “Esiste già un accordo quadro, ma un protocollo operativo consentirebbe di finanziare progetti comuni tra ricercatori italiani e australiani”.
Un settore su cui l’Ambasciatore Lener dichiara di volere “investire gran parte del mio tempo, delle mie risorse, delle mie energie” ma senza dimenticare, aggiunge la massima autorità diplomatica italiana in Australia, “i settori più tradizionali, forti anche naturalmente quest’anno, soprattutto per quanto riguarda l’alimentare, del riconoscimento in ambito UNESCO della cucina italiana come appunto Patrimonio Immateriale dell’Umanità, [un riconoscimento] che ci riempie di soddisfazione e che offre all’apparato promozionale italiano anche una nuova leva per rafforzare la conoscenza dell’Italia attraverso il prisma del cibo, dell’agroalimentare per far crescere le azioni e i rapporti visto l’apprezzamento di cui gode universalmente”.
Sul fronte opposto della bilancia commerciale, cresce l’interesse italiano per le risorse australiane, in particolare i minerali critici. “Sicuramente sì, ci stiamo guardando”, afferma Lener. “I minerali critici sono una priorità per il nostro sistema industriale”. L’Italia si muove in coordinamento con l’Unione Europea, all’interno di una strategia volta a rafforzare il controllo delle filiere. “L’obiettivo è avere un maggiore controllo di queste filiere, con un impatto diretto sulla sicurezza economica del Paese”.
Il discorso torna poi alla comunità. Accanto all’immigrazione storica, l’Ambasciatore richiama l’attenzione sulla nuova mobilità. “C’è una presenza più recente fatta di ricercatori, professionisti, manager, studenti. È una componente importantissima della nostra presenza in Australia. Una realtà che richiede un approccio diverso da parte delle istituzioni. “Sono esperienze che, se restituite all’Italia, possono aiutarci a rendere il nostro ecosistema più appetibile per i giovani”.
Sul tema della cittadinanza, al centro di preoccupazioni e polemiche dopo la legge dello scorso anno, Lener mantiene un tono misurato. “Non mi risultano grandi problematiche. I nostri Consolati sono in prima linea e trattano i casi con attenzione, tenendo conto delle specificità di ciascuno nel quadro normativo esistente”.
In agenda, ovviamente, anche grande attenzione alla lingua e alla cultura. “Continuare a investire sulla lingua italiana è fondamentale”, sottolinea. Lo Stato italiano è presente attraverso enti gestori, scuole e università. “Il Co.As.It. è una realtà importantissima, così come la Dante, che svolge un ruolo prezioso sul piano culturale”. L’obiettivo è rafforzare il coordinamento. “Stiamo programmando per ottobre una conferenza sull’insegnamento dell’italiano in Australia, per fare il punto su criticità e opportunità”.
In conclusione di intervista, il messaggio finale agli italiani d’Australia suona diretto e sentito. “Un ringraziamento sincero a tutti i connazionali che vivono qui. Portano con sé un’immagine dell’Italia lavoratrice, inclusiva, che guarda al futuro”. Senza retorica, ma con una consapevolezza precisa: “Se l’Italia gode di un’immagine positiva, è dovuto anche alla presenza dei singoli italiani che contribuiscono ogni giorno al progresso di questo Paese”.
L’impegno che intende assumere, conclude, è, intanto, anche quello di un’Ambasciata “accessibile”, pronta ad ascoltare e interagire. “Mi piacerebbe dare alle nostre relazioni un orientamento con lo sguardo al futuro, alle nuove generazioni, pur riconoscendo il ruolo preziosissimo degli italiani di più antico insediamento”.