Roberto Tagliaferri è il nuovo segretario generale della Camera di Commercio Italiana a Sydney. Una nomina che ha un sapore particolare: la prima volta che Tagliaferri varcò quella soglia fu nel 1998, appena laureato in Scienze politiche all’Università Cattolica di Milano, per sostenere un colloquio di lavoro. Da trade manager a segretario generale, passando per quasi trent’anni di carriera nel cuore del made in Italy in Australia, il cerchio si è chiuso.
“Sono arrivato nel 1998, appena finiti gli studi”, dice. Sydney lo aveva già conquistato durante una vacanza precedente. Uno dei primi colloqui che sostenne fu con la Camera di Commercio, allora in 44 Market Street, dove oggi ha sede il Consolato Generale d’Italia. Colpiti dal suo curriculum, lo assunsero attraverso uno sponsor lavorativo: la Camera richiese formalmente la sua professionalità all’ufficio immigrazione Rimase fino al 2002, con il ruolo di trade manager, lavorando a fianco di Nicola Carè - oggi parlamentare al secondo mandato nella circoscrizione Estero, allora segretario generale - in un periodo ricco di missioni bilaterali tra Italia e Australia, reso ancora più vivace dalla stagione olimpica del 2000.
Lasciata la Camera, Tagliaferri non si è allontanato dall’orbita del made in Italy. Fino al 2008 è stato general manager e rappresentante australiano di RCS MediaGroup, gruppo editoriale italiano, gestendo una joint venture editoriale con uno dei maggiori gruppi mediatici australiani ed espandendo le operazioni dal New South Wales al Victoria. Nel 2008 ha poi fondato Global Provisions, azienda d’importazione e distribuzione esclusiva di brand italiani di design nel mercato australiano.
Quasi vent’anni da imprenditore nel settore che la Camera promuove: difficile immaginare un curriculum più adatto per chi ora ne prende le redini. Oggi, alla Camera trova una situazione in evoluzione, con le sfide che un cambio di gestione porta con sé e un contesto economico internazionale che impone agli associati di rivedere le proprie strategie di mercato. “Bisogna capire come continuare il percorso iniziato dai miei predecessori e cercare di portarlo avanti al meglio”, sottolinea.
Sulla direzione che vuole dare alla Camera, Tagliaferri individua un cambiamento strutturale in atto. “C’è un immaginario collettivo che segue le eccellenze italiane: una persona pensa subito alla moda, al design, all’agroalimentare, ma dobbiamo passare dal concetto di alcuni settori italiani già inseriti nel mercato a qualcosa di più tecnologicamente avanzato e moderno”. L’Australia sta attraversando una fase di trasformazione profonda, con investimenti che si spostano verso sostenibilità e digitalizzazione e le competenze italiane in questi settori sono già presenti sul territorio. Ma cambia anche il modo in cui la Camera lavora con queste nuove realtà? Tagliaferri è pragmatico: “Ogni azienda, grande o piccola, ha esigenze diverse”. Le grandi realtà come Webuild, il colosso italiano delle costruzioni impegnato nel progetto Snowy 2.0, anche se hanno già sistemi sofisticati di studio del mercato, possono beneficiare del network territoriale e delle connessioni che la Camera offre. Per le realtà più piccole - le startup italiane, gli imprenditori che cercano connessioni - il ruolo diventa ancora più concreto. “I nostri soci spaziano in tutti i settori - spiega - e riusciamo a mettere in contatto aziende che hanno un interesse in una nuova realtà che sta crescendo in Australia, o viceversa un’azienda italiana che ha bisogno di espandere le proprie collaborazioni internazionali”.
Sempre più aziende italiane entrano nel mercato australiano acquisendo realtà già esistenti sul territorio, soprattutto nell’information technology. L’Australia è tradizionalmente considerata un mercato lontano e piccolo, ma offre qualcosa di sempre più raro: “sicurezza, stabilità politica, stabilità commerciale, che in molti Paesi adesso stanno venendo a mancare”.
Tra le priorità del suo mandato c’è quella di aprire la Camera alle nuove generazioni: “Mi rivolgo in particolare ai giovani professionisti, agli imprenditori di seconda e terza generazione”. La Camera, nella sua visione, è il luogo in cui generazioni diverse si incontrano: i soci consolidati portano esperienza e reti, i nuovi arrivati idee e slancio, “il cuore pulsante della nuova ondata di imprenditori che nei prossimi decenni si inseriranno nel sistema di business del New South Wales e dell’Australia”.
E per chi bussa per la prima volta: “Le persone troveranno sempre la porta aperta, e noi saremo a disposizione per renderle parte integrante del loro progetto d’inserimento in Australia o verso l’Italia”.