È iniziato quasi per gioco, tra una partita con la madre e la sorella, ma oggi per Sarina Davidson le bocce sono diventate qualcosa di molto più grande. La giovane atleta italo-australiana è stata infatti una delle protagoniste all’evento inaugurale dei primi Campionati Mondiali Juniores Femminili a St Vulbas, in Francia, lo scorso febbraio – traguardo che segna una tappa importante nel suo percorso sportivo.

Sarina ha scoperto il programma UCAN2 – Empowering Women & Girls in Bocce grazie al suo coinvolgimento con il Monash University Italian Club. Da lì ha iniziato ad allenarsi al Freccia Azzurra Social Club, sotto la guida dell’allenatore Philippe, in un ambiente che per lei ha anche un forte valore affettivo.

“Mio nonno era un giocatore di bocce molto premiato al Freccia Azzurra e nell’area di Dandenong – racconta –. Allenarmi lì mi riporta a tanti ricordi”.

Un legame familiare che si intreccia con la crescita sportiva e che rende ancora più significativo il risultato raggiunto. “Essere scelta per rappresentare l’Australia è qualcosa di emozionante. Rende orgogliosi mio nonno, mia mamma e tutta la mia famiglia”. Il contesto internazionale ha dato ulteriore visibilità al programma UCAN2, riconosciuto dalla Fédération Internationale de Boules come esempio concreto di sviluppo inclusivo e strutturato.

La partecipazione a questa prima edizione mondiale tutta al femminile rappresenta difatti un passaggio importante per la disciplina, sempre più aperta alla presenza delle donne. 

Secondo Sarina, si tratta di un’occasione destinata a lasciare il segno.

“Penso che incoraggerà molte ragazze australiane a vedere cosa è possibile. 

Vedere donne competere a livello mondiale porterà più partecipazione ed entusiasmo.”

La preparazione è stata affrontata con attenzione, alternando lavoro fisico e tecnico. “Il mio allenamento è stato diviso tra cardio a intervalli, controllo del ritmo e tecnica di tiro – spiega –. Sono curiosa di mettere alla prova il mio passo, rallentare vicino alla pedana e mantenere costanza nel lancio”.

Determinante anche il confronto con altre atlete durante il raduno nazionale, occasione preziosa per crescere e acquisire sicurezza. “Mi hanno dato consigli molto utili. Sono nuova a questo livello e imparare da loro è stato importante”.

A confermare le sue qualità è il coach Philippe, che ne sottolinea impegno e atteggiamento corretto. “Sarina è disciplinata, rispettosa e sempre pronta a imparare. I suoi progressi sono stati notevoli”.

Per la giovane atleta, l’obiettivo resta chiaro e concreto, senza eccessive pressioni: vivere l’esperienza con lucidità, trovando il proprio ritmo, gara dopo gara.

“Voglio affrontarla come un allenamento e divertirmi. Il mio obiettivo – conclude la giovane sportiva – è trovare il mio ritmo e concentrarmi sui progressi, senza confrontarmi troppo con gli altri”.