Il Village Green si è trasformato in una piccola Italia affacciata sulla baia. Con il sole a fare da cornice e una partecipazione ancora più numerosa rispetto allo scorso anno, la Mornington Peninsula Italian Festa ha riunito famiglie e visitatori per una giornata dedicata alla cultura e alle tradizioni italiane.
La manifestazione si è aperta con il Veneto Club e l’inno nazionale italiano. Nel suo discorso inaugurale, Antonella Celi, già consigliera della Mornington Peninsula Shire dal 2010 al 2024, ha accolto il pubblico e ricordato il contributo delle generazioni italiane alla vita della regione. “La Festa è molto più che cibo e musica: significa condividere tradizioni, storie e un senso di appartenenza, con tutti benvenuti a tavola”, ha detto. Celi ha inoltre ringraziato la fondatrice e organizzatrice Michelle Loielo, il comitato, i volontari, gli artisti e gli espositori che hanno lavorato per rendere possibile la giornata.
Alla Festa ha partecipato anche Chiara Mauri, console generale d’Italia a Melbourne, intervenuta nel corso della giornata. La presenza della rappresentanza consolare, accanto a quella delle istituzioni locali, ha sottolineato l’importanza del sostegno istituzionale alle iniziative della comunità: un’occasione per valorizzare il contributo italiano alla regione e mantenere vivo il legame con la cultura e le tradizioni del Belpaese.
I due palchi hanno animato il Village Green con musica e intrattenimento, mentre i visitatori potevano cimentarsi a bocce e passeggiare tra gli stand. Le dimostrazioni di cucina hanno portato in scena ricette e sapori italiani, offrendo al pubblico l’occasione di assistere da vicino alla preparazione dei piatti. L’esposizione automobilistica curata da Zagame ha aggiunto un altro richiamo per gli appassionati, con una selezione di auto italiane in mostra. La Festa comprendeva inoltre un’area VIP, accanto agli spazi aperti a tutti i visitatori.
Anche l’offerta gastronomica ha cercato di rispondere a esigenze diverse, con proposte senza glutine. Un’attenzione che ha contribuito a rendere la giornata più inclusiva e accessibile a famiglie e ospiti con differenti necessità alimentari.
Ma l’attenzione all’inclusività non si è fermata alla gastronomia. Anche i più piccoli hanno avuto uno spazio tutto loro, con un’area attrezzata per il gioco e il divertimento, mentre una zona appositamente pensata per le persone neurodivergenti, con ambienti sensoriali studiati per favorire il benessere e la tranquillità, ha offerto la possibilità di concedersi una pausa dal vivace fermento della manifestazione.
Tra gli espositori c’era la Drivers Foundation, associazione impegnata nel sostegno alla salute mentale maschile e nella sensibilizzazione sul tumore alla prostata. Adrian Lo Giudice, presente per promuovere la fondazione, ha spiegato che le vendite di merchandising e le quote associative contribuiscono a sostenere alcuni programmi del Royal Melbourne Hospital.
“Siamo qui per fare del bene: tutti dobbiamo cercare di dare una mano”, ha raccontato. Il suo impegno, ha aggiunto, nasce dalla convinzione che sia importante trovare il tempo per sostenere cause significative, anche quando la vita quotidiana è già piena di impegni.
Un ringraziamento è rivolto a tutti gli sponsor e partner che hanno sostenuto la Festa, così come ai volontari e a quanti hanno contribuito alla sua riuscita. La manifestazione ha guardato alla comunità anche oltre i confini dell’evento: la cena benefica organizzata al Rosebud Italian Club, in collaborazione con Community Bank Southern Peninsula, ha raccolto fondi a favore dell’acquisto di uno scanner CT per il Rosebud Hospital.
Tra musica, cucina, automobili e incontri, la Festa ha celebrato il contributo degli italiani alla Mornington Peninsula e il modo in cui le tradizioni continuano a passare da una generazione all’altra. Una giornata di comunità, resa possibile dall’impegno di molte persone e vissuta come una grande festa italiana.