ADELAIDE – Mercoledì 20 marzo, la comunità italiana si è riunita al Campania Club per celebrare la recente onorificenza OAM conferita all’avvocato Nic Minicozzi. La presidente del club Luisa Greco e il Comitato direttivo del Campania Sports & Social Club Sons of Italy hanno deciso di organizzare la serata di festa, per il recente titolo conferito e per i 50 anni di dedizione al club di Minicozzi. Molti si sono offerti volontari per la buona riuscita dell’evento. 

Nic Minicozzi è stato avvocato e consigliere per tutto questo tempo e il club non avrebbe avuto il successo che ha oggi se non fosse stato per lui. A detta dei presenti, è stata una bellissima serata di amicizia e di ricordi degli ultimi 50 anni di storia del club e dell’enorme coinvolgimento di Nic. Molti amici e colleghi di Nic non erano mai stati al club e sono stati felici e onorati di essere presenti in questa occasione così speciale. La presidente Luisa Greco ha dato il benvenuto a tutti gli ospiti; poi padre Gavin Small ha benedetto il cibo, prima dell’inizio della cena. Presenti diversi ospiti d’onore, tra cui l’onorevole Julian Stefani, il cavaliere Nick Fazzalari e il console d’Italia Ernesto Pianelli, che durante la serata hanno pronunciato il loro discorsi. John Di Fede, in particolare, ha ripercorso la vita di Minicozzi, dal suo arrivo in Australia nel 1954, attraverso tutto il suo impegno a favore della comunità italiana. Il console Pianelli ha letto una lettera fatta giungere dal sindaco di Paduli, l’avvocato Domenico Vessichelli: “Mi congratulo con Nic Minicozzi per l’onorificenza a lui riconosciuta che testimonia l’importanza e il valore assoluto dell’uomo e del professionista nella società civile australiana. Tutta la comunità di Paduli con orgoglio abbraccia un figlio della propria terra che, non dimenticando mai le proprie origini, ha dato lustro a tutti gli italiani in Australia”. 

Infine, è intervenuto Nic Minicozzi: “Sono onorato e commosso della vostra presenza”, ha iniziato, per poi ringraziare il Campania Club, il comitato, tutti i soci, gli sponsor del club, John Di Fede e Nick Fazzalari, ricordando che questi ultimi sono suoi cari amici e confidenti da tempo immemore. “John ha contribuito e ancora contribuisce immensamente alla nostra comunità – i fatti parlano da soli –, non solo al Campania Club, dalla sua fondazione, ma in numerosi altri progetti ad Adelaide, in particolare per la chiesa di San Francesco d’Assisi a Newton. Il contributo di John nella nostra comunità è incommensurabile. Anche il contributo alla comunità da parte di Nick Fazzalari è enorme. Ha dedicato la sua vita alla Society of Saint Hilarion, è stato il principale artefice dei progetti a favore della terza età dell’organizzazione. Ha organizzato diverse raccolte fondi, tra cui al Queen Elizabeth Hospital, a progetti interstatali e locali. Entrambi sono dei veri leader della comunità e la comunità intera ne è profondamente grata”. Un grazie speciale anche al Campania Club: “Oso dire che è il club di maggior successo della nostra comunità; sono orgoglioso di farne parte da così tanto tempo”. Tornando poi all’onorificenza OAM: “Desidero sottolineare che ricevere il titolo OAM non è per il mio lavoro ma per le molte relazioni con persone della comunità; proprio loro meritano il titolo quanto me. Senza queste persone non avrei avuto l’opportunità di servire, opportunità che io considero un privilegio. Sono cresciuto in un negozio e ho avuto l’onore di conoscere tanti migranti, un privilegio che mi ha portato a oggi. Ho avuto la fortuna di conoscere molte persone. So dei sacrifici e delle esperienze di vita della generazione dei miei genitori e della mia generazione e ritengo che il South Australia sia quello che è oggi grazie a loro. Sono molto orgoglioso della comunità italiana, di essere australiano e di essere italiano. Per quanto mi sarà possibile, mi dedicherò d’ora in avanti a mantenere e conservare la lingua italiana all’interno della comunità, in particolare tra le quarte generazioni, i miei nipoti e i loro coetanei per intenderci. Temo che, se non affronteremo la questione della conservazione della lingua, la quarta generazione di migranti perderà la meraviglia della lingua italiana e gli immensi benefici della nostra cultura”. 

Ha poi concluso ringraziando la sua famiglia, figli e nipoti compresi, soprattutto nei tempi più recenti quando Nic ha affrontato la malattia: “La mia più grande battaglia”. E ancora, gli amici che lo hanno circondato con tanto affetto, tra cui Greg Crafer, Julian Stefani, John Di Fede, Nick Fazzalari e Serena Pace: “Tutti hanno contribuito all’ottenimento del mio titolo OAM”. Infine, un grazie speciale a tutte le persone che ha conosciuto nel corso degli anni, dandogli fiducia e sostegno. Concludendo con le parole che ha scelto per il suo mausoleo: “Deus et Familia Semper Omnia”, Dio e famiglia sopra ogni cosa. La serata si è conclusa con le foto di rito, la condivisione di tanti ricordi e in un’atmosfera di profondo e sentito affetto.