CAMPOBASSO - Pochi giorni dopo le alluvioni che hanno colpito il Basso Molise, causando il crollo del ponte sul Trigno sulla strada statale 16 all’altezza di Montenero di Bisaccia, un’altra emergenza ha colpito la già critica situazione della viabilità molisana.

Un importante movimento franoso nel territorio di Petacciato ha ripreso a muoversi e ha coinvolto non soltanto il centro abitato del piccolo comune molisano, ma anche tutto il blocco di infrastrutture della costa adriatica molisana.

Dopo che i sensori hanno segnalato la ripresa del movimento franoso sono stati immediatamente chiusi il tratto di autostrada A14 e la ferrovia adriatica che passano proprio sopra la frana. Chiusure che si aggiungono a quella della SS16 dove è crollato il fiume sul Trigno. Secondo quanto apprende l’ANSA, i binari della ferrovia si sarebbero deformati di una decina di centimetri a causa della frana, con disagi importanti e treni dell’alta velocità e di lunga percorrenza deviati sulla tratta Caserta-Roma.

Imponente, quindi, l’impatto sulla viabilità con l’Italia, di fatto, divisa in due lungo la dorsale adriatica e con mezzi pesanti e autoveicoli costretti a percorrere viabilità alternativa non sempre adatta a flussi di traffico così imponenti e comunque con percorrenza molto più lunga rispetto al tradizionale attraversamento verso sud e verso nord dell’autostrada A14 o della strada statale 16.

Il sindaco di Petacciato, Antonio Di Pardo, ha parlato di “situazione gravissima” mentre il presidente della Regione, Francesco Roberti, a seguito di un sopralluogo nell’area interessata dalla imponente frana, ha sottolineato come si tratti di una “emergenza nazionale”.

“La situazione è molto complessa e porterà via qualche settimana se non addirittura qualche mese - non lascia molte speranze per una rapida soluzione il capo del dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, dopo la riunione del Comitato operativo -. Se ci aspettiamo un ripristino in 5-7 giorni dell’autostrada A14 e della linea ferroviaria siamo fuori strada. Parliamo di un fronte di frana lungo 4 chilometri e la linea ferroviaria ci passa dentro. È ovvio quindi che finché non si ferma non sarà possibile fare nessun tipo di ripristino infrastrutturale. I tempi saranno molto lunghi”.

La frana di Petacciato si riattiva periodicamente da almeno 110 anni. L’ultimo importante movimento è stato il 18 marzo 2015, quando fu necessario abbattere una decina di case. L’allora vice sindaco, Alberto Di Vito, ricordò che si tratta di una delle frane più grandi d’Europa, con un “cucchiaio di scivolamento di alcuni chilometri, parte dal paese e arriva dentro il mare comprendendo anche la spiaggia”. Un “fenomeno naturale difficilmente contrastabile che si risveglia in caso di piogge molto abbondanti”.

Si ha notizia di movimenti almeno dal 1916. Altre riattivazioni sono documentate negli anni 1932, 1938, 1953, 1954, 1955, 1956, 1960, 1966, 1979, 1991, 1996 e 2009. Il 23 gennaio 1916 il movimento franoso produsse un considerevole spostamento del binario ferroviario, come avvenuto il 28 gennaio 1991, che interessò il versante destro del torrente Cacchione, provocando danni all’abitato di Petacciato e l’interruzione temporanea di autostrada, ferrovia e statale. “Su questa frana non si può fare nulla. Bisogna conviverci” dichiararono undici anni fa i geologi della Regione Molise dopo aver effettuato un monitoraggio del fronte franoso.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni - informa Palazzo Chigi - è in costante contatto con i ministri competenti, Matteo Salvini e Nello Musumeci, con il capo del dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, e con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e segue gli aggiornamenti in tempo reale. “Poiché la frana risulta ancora attiva - si legge nella nota - qualsiasi intervento volto al ripristino della viabilità e della rete ferroviaria sarà valutato solo al termine delle verifiche tecniche attualmente in corso”.

Oggi, mercoledì 8 aprile, presso il ministero delle Infrastrutture e Trasporti, una riunione programmatica è stata convocata dal ministro Salvini per analizzare tutte le criticità, mettere in campo quanto prima misure che evitino l’isolamento della regione e ridurre al minimo i disagi ai cittadini.