BUDAPEST – La procura di Budapest ha sporto denuncia contro il sindaco della capitale ungherese Gergely Karácsony e chiesto di multarlo per aver organizzato il Pride lo scorso 28 giugno, nonostante la manifestazione fosse stata vietata. Il primo cittadino è stato accusato di aver violato la libertà di associazione e di riunione.

“Ero un sospettato, ora sono accusato perché ho difeso la libertà, la mia e quella degli altri”, ha scritto Karácsony su X. “Mi rifiuto di essere intimidito o messo a tacere. Non accetterò mai che difendere la libertà, la libertà di parola o l’amore possa essere considerato un crimine. Nonostante minacce o punizioni, continuerò a lottare. La libertà e l’amore non possono essere vietati!”

Ad aprile dello scorso anno il Parlamento ungherese ha adottato delle modifiche alla Costituzione in cui si introduce il primato del diritto dei bambini a un “corretto sviluppo fisico, intellettuale e morale” sugli altri diritti fondamentali. Un escamotage con cui si giustifica la restrizione della libertà di riunione pacifica, mettendo al bando di fatto le marce del Pride che l’Ungheria considera lesive dello sviluppo dei minori.

La Polizia aveva quindi vietato il Budapest Pride in programma il 28 giugno dello scorso anno. Nonostante la messa al bando operata, la marcia si è svolta comunque perché il sindaco ha aggirato il divieto organizzando il Pride come evento della città. Il Pride ha visto una partecipazione record stimata di quasi 200mila persone.

In base alla nuova legislazione ungherese, Karácsony rischiava fino a un anno di carcere se processato, ma la Procura ha fatto sapere di aver proposto al tribunale “una multa all’imputato con un giudizio sommario senza processo”. 

Nel comunicato non si forniscono dettagli sull’ammontare dell’ammenda. La legislazione ungherese prevede multe fino a 500 euro per i partecipanti del Pride, identificati con tecnologie di riconoscimento facciale vietate in Unione Europea.

Il primo ministro Viktor Orbán aveva minacciato “conseguenze legali” per chi organizza o partecipa al Budapest Pride. Nonostante il monito di Bruxelles, finora la Commissione europea non ha avviato procedure d’infrazione relative alla stretta varata dal governo ungherese.