Il filosofo Jürgen Habermas parla di dialogo, costruzione e spazio condiviso: l’idea che la convivenza non sia qualcosa di dato, ma qualcosa che si costruisce attraverso incontri, gesti e riconoscimento reciproco. È un’immagine che trova espressione, in modo simbolico, nel Premier’s Harmony Dinner, momento in cui comunità diverse si riuniscono per condividere uno stesso spazio e riconoscersi parte di un tessuto comune.

È in questa dimensione che s’inserisce l’edizione di quest’anno della serata, uno degli appuntamenti più rilevanti dedicati al multiculturalismo nel New South Wales. Oltre 1.600 persone hanno preso parte all’evento, ospitato dal premier Chris Minns e dal ministro per il Multiculturalismo, Steve Kamper, per riconoscere il contributo di individui e organizzazioni impegnati nella costruzione di comunità più coese e inclusive. La diversità delle comunità presenti si rifletteva anche visivamente, tra abiti formali e richiami alle tradizioni culturali, in un insieme che restituiva la pluralità della società del New South Wales.

Nel corso della serata, uno dei momenti più intensi è stato il riconoscimento ad Ahmed Al Ahmed, premiato con il Community Hero Award per gli atti di coraggio dimostrati durante l’attentato di Bondi dello scorso dicembre. La sua presenza sul palco si è inserita in un tributo alle 15 vittime, riportando al centro dell’evento una dimensione concreta e umana del concetto di comunità.

Accanto a questo momento, la serata ha visto l’assegnazione delle Medaglie della Comunità Multiculturale 2026, che hanno premiato 13 persone e organizzazioni per il loro impegno a favore della coesione sociale. Tra i riconoscimenti principali, il reverendo Bill Crews ha ricevuto la Medaglia per l’armonia comunitaria per i suoi 50 anni di attività a sostegno delle persone più vulnerabili, mentre Ken Habak è stato insignito della Medaglia alla carriera per i suoi 55 anni di servizio volontario nella comunità.

A Marta Barany è stata assegnata la Medaglia per interpreti e traduttori, per una carriera dedicata al supporto dei nuovi arrivati e allo sviluppo dei servizi linguistici nello Stato. Tra i premi assegnati anche quello a Khushee Gupta, premiata per il miglior reportage nei media multiculturali con il podcast Don’t Talk Back.

Nel corso della serata sono stati inoltre annunciati i nuovi membri dell’Albo d’Onore Multiculturale del New South Wales, con cinque riconoscimenti conferiti a titolo postumo a figure che hanno contribuito in modo duraturo alla costruzione di una società più coesa.

Tra gli altri riconoscimenti, premi anche per iniziative nei settori della cultura, dei media, dello sport e del sostegno ai giovani provenienti da contesti multiculturali.

Nel suo intervento, il ministro Kamper ha sottolineato il valore di questi riconoscimenti, evidenziando come “le Medaglie multiculturali rendano omaggio alle persone e alle organizzazioni che, in modo discreto, fanno la differenza nelle nostre comunità”, aggiungendo che “il capitale sociale che rende il nostro Stato così forte si costruisce giorno dopo giorno, attraverso le conversazioni e l’incontro tra persone di culture e fedi diverse”.

Un messaggio ripreso anche dal sottosegretario per il Multiculturalismo, Joseph La Posta, che ha ricordato come ogni persona presente rappresenti “un eroe a modo suo”, sottolineando che le comunità sono “la prova vivente che, con impegno e attenzione, è possibile costruire uno Stato in cui ogni individuo sia apprezzato, incluso e in grado di contribuire”.