MILANO — Rafforzare la produzione nazionale, rilanciare la raffinazione e accelerare sulla transizione energetica per rendere l’Europa più autonoma e meno esposta alle crisi internazionali. È la strategia indicata dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che in un’intervista al Quotidiano Nazionale mette al centro la necessità di costruire una vera sovranità energetica europea.

“La raffinazione in Europa è assolutamente necessaria per la nostra autonomia strategica”, afferma Urso, annunciando per il 9 ottobre al Mimit un incontro con i rappresentanti del settore. Tra le priorità c’è anche la creazione di un autentico mercato unico europeo dell’energia e una riforma “organica e strutturale” del sistema Ets, insieme all’accelerazione sulle bioraffinerie e sulle fonti rinnovabili.

Sul caso della raffineria di Priolo e dell’intesa tra Eni e Socar, il ministro attribuisce un ruolo al partenariato strategico tra Italia e Azerbaigian e alla “credibilità del governo italiano”, auspicando che altri operatori possano seguire la stessa strada.

Nei prossimi giorni Urso incontrerà inoltre il ministro dell’Economia azero Mikayil Jabarov. Sul fronte dei carburanti, il governo punta a interventi mirati qualora le iniziative di Eni e Ip contribuiscano a calmierare i prezzi, senza escludere nuove misure in caso di emergenze, come un eventuale blocco statunitense delle esportazioni di gasolio verso l’Ue. Nella strategia energetica rientrano anche il ritorno al nucleare, l’aumento dell’estrazione nazionale di gas e petrolio e nuovi investimenti nelle rinnovabili.

Secondo Urso, negli ultimi tre anni la produzione di elettricità da fonti rinnovabili è cresciuta del 40%. Il decreto imprese dovrebbe inoltre accelerare le autorizzazioni per oltre 4mila progetti ancora bloccati nelle Regioni, per un valore di alcune decine di miliardi di euro, oltre a sostenere accumuli e batterie. Sul tavolo anche la riforma della rete dei distributori di carburanti, ora all’esame del Parlamento.

Quanto ai dossier industriali, Urso riferisce di aver incontrato Audi sul futuro di Ducati e si attende la conferma degli investimenti e del portafoglio azionario. “Preserveremo comunque il valore di quello che consideriamo un simbolo del Made in Italy. Ducati non è un problema, ma un’opportunità”, sottolinea il ministro.

Il 5 ottobre è invece previsto un nuovo incontro su Electrolux: l’obiettivo è sfruttare il percorso europeo, che coinvolge anche Germania, Francia, Polonia, Spagna e Slovacchia, per arrivare entro ottobre a “un piano sostenibile e condivisibile» in grado di tutelare produzione e occupazione in Italia”.