WASHINGTON - La First Lady Melania Trump rivendica con forza il primo successo giudiziario ottenuto grazie al Take It Down Act, la normativa voluta dalla Casa Bianca per contrastare la diffusione di contenuti sessualmente espliciti generati dall’intelligenza artificiale (IA) e diffusi senza consenso. 

Con un messaggio pubblico, la First Lady ha ringraziato i procuratori federali per aver protetto i cittadini in questa “nuova era digitale”, sottolineando l’importanza della condanna di un uomo dell’Ohio, James Strahler, resosi colpevole di gravi molestie informatiche. 

Strahler, 37 anni, di Columbus, ha patteggiato dichiarandosi colpevole di reati informatici e minacce violente. Secondo il Dipartimento di Giustizia e quanto riportato da The Hill, l’uomo aveva trasformato il proprio smartphone in un vero e proprio arsenale digitale, installando oltre due dozzine di piattaforme di intelligenza artificiale e cento modelli web-based.  

Attraverso questi strumenti, almeno sei donne adulte sono state perseguitate con immagini di nudo reali o manipolate digitalmente. Le autorità hanno inoltre accertato che Strahler ha diffuso centinaia di video e foto pedopornografiche create artificialmente utilizzando i volti di minori della sua comunità. 

Firmata dal presidente Donald Trump meno di un anno fa, questa legge rappresenta una svolta nel diritto penale statunitense. Il provvedimento non solo introduce il reato specifico di pubblicazione di deepfake pornografici, ma impone ai siti web un obbligo drastico: la rimozione dei contenuti segnalati dalle vittime entro 48 ore. 

Melania Trump, che ha sostenuto il disegno di legge come pilastro delle sue iniziative per il benessere dei minori, ha commentato su X: “Quella di oggi è la prima condanna ai sensi del Take It Down Act. Proteggiamo le vittime da immagini generate dall’AI senza consenso, cyberstalking e violenza”. 

Il procuratore federale Dominick S. Gerace ha ribadito la linea dura dell’amministrazione, definendo “aberrante” la pratica di manipolare l’immagine di persone reali per scopi sessuali. “Useremo ogni strumento a nostra disposizione per perseguire chi crea e diffonde questo materiale”, ha assicurato, confermando che la sentenza Strahler segna l’inizio di una nuova stagione di rigore per la sicurezza online.