SYDNEY - Origin Energy, il principale operatore al dettaglio di elettricità e gas in Australia, ha registrato un calo del 45 per cento dell’utile nel primo semestre dell’esercizio 2025-26, pur definendo il risultato complessivamente “solido”.
L’utile netto nei sei mesi chiusi al 31 dicembre si è attestato a 557 milioni di dollari, a fronte di ricavi in aumento del 9 per cento fino a 8 miliardi. Anche il risultato operativo sottostante, che esclude componenti straordinarie, è sceso a 593 milioni di dollari rispetto ai 924 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente.
“Il primo semestre di Origin è stato solido”, ha dichiarato l’amministratore delegato Frank Calabria, sottolineando che l’azienda ha registrato oltre dieci semestri consecutivi di crescita della base clienti. Secondo la direzione, il rafforzamento della posizione nel mercato retail riflette la solidità del marchio e l’offerta di nuovi prodotti, tra cui una gamma aggiornata di sistemi di accumulo domestico.
La flessione dell’utile è legata in particolare alla riduzione degli utili nel comparto gas, solo in parte compensata dal miglioramento della divisione energy markets. Nonostante ciò, il gruppo ha rivisto al rialzo le previsioni per l’intero esercizio e ora stima un margine operativo lordo compreso tra 1,55 e 1,75 miliardi di dollari, rispetto alla precedente forchetta di 1,4-1,7 miliardi.
Origin ha inoltre confermato un dividendo semestrale di 30 centesimi per azione, invariato rispetto allo scorso anno.
Calabria ha però riconosciuto che molti clienti continuano a fare i conti con il costo elevato dell’energia. “L’affidabilità delle centrali e il contributo di rinnovabili e batterie hanno contribuito a ridurre i prezzi all’ingrosso”, ha spiegato. Tuttavia, ha aggiunto che il conto finale per le famiglie dipende anche da altri fattori, in particolare dai costi di rete.
I costi delle bollette restano dunque sotto pressione in un contesto di inflazione ancora elevata e spese domestiche in aumento. Ogni riduzione delle componenti tariffarie, ha osservato il manager, può aiutare ad alleggerire l’impatto complessivo.
Il semestre mostra quindi un quadro misto: ricavi in crescita e prospettive migliorate, ma utili in contrazione e clienti ancora esposti a tariffe alte. Un equilibrio che riflette le tensioni strutturali del mercato energetico australiano, tra transizione, investimenti e pressioni sui costi.