ROMA – Roberto Vannacci ha ufficialmente lasciato la Lega dopo mesi di tensioni con la leadership del partito guidato da Matteo Salvini, segnando una frattura significativa all’interno della galassia della destra italiana.
L’eurodeputato e vicesegretario federale del Carroccio, nonché ex militare, ha annunciato sui propri canali social l’avvio della sua nuova esperienza politica con il movimento Futuro Nazionale, da oggi realtà autonoma fuori dalla Lega.
La separazione era nell’aria da tempo: già nelle scorse settimane Vannacci aveva depositato il simbolo di Futuro Nazionale all’Ufficio Brevetti dell’Unione Europea, segnale che il progetto politico stava prendendo forma e la separazione definitiva era nell’aria.
Nel suo messaggio, Vannacci ha spiegato di voler “proseguire la propria strada” da solo, puntando su una narrativa politica più radicale e diretta al cambiamento dell’Italia, al di fuori delle strutture tradizionali del Carroccio.
La risposta di Matteo Salvini è era arrivata anch’essa via social. In un post, il leader della Lega ha espresso delusione per l’addio, richiamando i valori di lealtà e disciplina e sottolineando come il portato lo abbia accolto nel proprio progetto politico fin dall’inizio.
Secondo le ricostruzioni di stampa, la rottura tra Vannacci e la Lega non è frutto di un episodio isolato, ma di mesi di crescenti divergenze, in particolare tra la componente più radicale rappresentata da Vannacci e quella più moderata e istituzionale del partito, che deve dialogare con le componenti più moderate della destra di governo, come Forza Italia.
La figura di Vannacci era già stata al centro di tensioni interne, con una parte della Lega che lo vedeva come un elemento di rottura rispetto alla linea tradizionale del Carroccio e altri che auspicavano un ruolo sempre più centrale per lui nelle strategie politiche.
Il nuovo movimento Futuro Nazionale si presenta come una realtà di destra, con un posizionamento politico più marcato e autonomo, che potrebbe intercettare porzioni dell’elettorato più radicale e critico verso la politica tradizionale italiana. La scissione arriva in una fase delicata per la Lega, che negli ultimi anni ha affrontato risultati elettorali in calo in diverse regioni e una crescente frammentazione interna tra diverse anime politiche.
L’uscita dalla Lega segna anche quella dal Gruppo dei Patrioti per l’Europa al Parlamento europeo, la formazione che ospita, oltre alla Lega, il Rassemblement National di Marine Le Pen. Il Gruppo sottolinea che la Lega resta un partito partner a pieno titolo all’interno della famiglia politica dei Patrioti, a livello europeo e che la cooperazione con la Lega prosegue invariata.