ROMA - L’ex nunzio Usa monsignor Carlo Maria Viganò è stato convocato dal dicastero per la Dottrina della Fede con l’accusa di scisma. 

L’ex Sant’Uffizio invita il presule a presentarsi “per prendere nota delle accuse e delle prove circa il delitto di scisma di cui è accusato”, ossia affermazioni pubbliche dalle quali risulta “una negazione degli elementi necessari per mantenere la comunione con la Chiesa cattolica”.  

Ci si riferisce in particolare alla “negazione della legittimità di Papa Francesco, alla rottura della comunione con Lui e il rifiuto del Concilio Vaticano II”. 

“Considero le accuse rivolte nei miei riguardi come un motivo di onore. Credo che la formulazione stessa dei capi d’accusa confermi le tesi che ho più e più volte sostenuto nei miei interventi. Non è un caso che l’accusa nei miei confronti riguardi la messa in discussione della legittimità di Jorge Mario Bergoglio e il rifiuto del Vaticano II”, ha dichiarato mons. Carlo Maria Viganò, dagli Stati Uniti su X, dopo le accuse di ‘scisma’ e la notizia dell’avvio di un processo extragiudiziale in Vaticano nei suoi confronti.  

L’ex Nunzio apostolico ha aggiunto che “il Concilio rappresenta il cancro ideologico, teologico, morale e liturgico di cui la bergogliana ‘chiesa sinodale’ è necessaria metastasi”.