MILANO - La Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta sulla vendita del Milan dal fondo americano Elliott al gruppo RedBird, avvenuta il 31 agosto 2022.
L’indagine era stata aperta dopo un esposto presentato dagli ex soci di minoranza di Elliott nel Milan, Salvatore Cerchione e Gianluca D’Avanzo. I due sostenevano di essere stati tenuti all’oscuro delle trattative per la cessione del club, e contestavano alcune operazioni finanziarie avvenute durante il passaggio di proprietà.
Secondo gli atti, le trattative per vendere il Milan a RedBird sarebbero iniziate già nel dicembre 2021 senza che il socio di minoranza venisse informato. I magistrati riconoscono infatti che Blue Skye, il gruppo dei due contestanti, “sia stato deliberatamente tenuto all’oscuro” della trattativa.
Un altro punto contestato riguardava il rilascio nel 2022 di un pegno sulle azioni del club, ritenuto dai ricorrenti contrario agli accordi tra soci. Su questo aspetto i pm ipotizzano un possibile “illecito civile”, ma ritengono che non vi siano gli elementi necessari per configurare reati penali come appropriazione indebita o ostacolo alla vigilanza della Federcalcio.
Nel fascicolo risultavano indagati due manager stranieri legati a Elliott e gli
I magistrati segnalano anche alcune anomalie nella gestione delle informazioni sugli interessi del fondo nel Milan, definendo “opaca” la comunicazione su questo punto.
Tuttavia, dalle verifiche svolte non sono emerse prove del fatto che Elliott o la famiglia Singer abbiano continuato a controllare il club attraverso società o entità che hanno finanziato l’acquisizione da parte di RedBird.
Questo aspetto è stato approfondito anche con una rogatoria internazionale svolta il 13 maggio 2025 a New York per verificare la provenienza dei fondi utilizzati nell’operazione. Anche da questi accertamenti, scrivono i pm, non sono emersi elementi che dimostrino un controllo occulto del club dopo la vendita.