CARACAS - “Le autorità, l’opposizione dentro e fuori il Venezuela e tutti coloro che hanno responsabilità politiche devono unirsi attorno ai diritti umani e mettere al primo posto il popolo del loro Paese”. Con questo appello si conclude lo statement dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, che ha aggiornato il Consiglio dei diritti umani dell’ONU sulla situazione in Venezuela, segnata dalle conseguenze dell’intervento militare statunitense del 3 gennaio e dalla cattura dell’ex presidente Nicolás Maduro.

Secondo Türk, dopo l’intervento le autorità venezuelane hanno dichiarato lo stato di emergenza, che sarebbe stato utilizzato dalle forze di sicurezza e da gruppi civili armati come base per adottare misure intrusive, contribuendo a creare un clima di paura tra la popolazione. L’Alto Commissario ha quindi invitato il governo a riesaminare il decreto per garantire che sia realmente necessario e proporzionato.

Allo stesso tempo, ha riconosciuto che le autorità hanno compiuto alcuni passi per correggere abusi del passato. Tra questi figura la nuova legge di amnistia adottata il 19 febbraio, anche se – ha sottolineato – il provvedimento è stato elaborato senza un’adeguata consultazione con i diversi settori della società.

Secondo il governo, circa 7.700 persone sarebbero state liberate senza condizioni grazie alla normativa, ma l’ufficio dell’ONU ha chiesto la lista ufficiale dei detenuti rilasciati e accesso senza restrizioni a diversi centri di detenzione, richieste che finora non hanno ricevuto risposta. “Invito le autorità a garantire maggiore trasparenza riguardo alla liberazione dei detenuti”, ha dichiarato Türk.

L’ONU ha inoltre confermato che circa 950 persone detenute arbitrariamente sono state liberate dall’ultimo aggiornamento presentato al Consiglio, alcune anche sotto condizioni restrittive. Tra loro figurano difensori dei diritti umani, giornalisti, sindacalisti e figure politiche, tra cui Javier Tarrazona, Eduardo Torres, Kennedy Tejeda, Carlos Julio Rojas e Rocío San Miguel.

Türk ha affermato di condividere il sollievo delle persone liberate e dei loro familiari, ma ha ribadito che non avrebbero mai dovuto essere arrestate. In questo contesto, circa 60 prigionieri hanno potuto ricevere visite dei familiari o comunicare con loro, mentre in precedenza non vi erano informazioni sulla loro sorte.

Nonostante alcuni segnali di apertura, l’Alto Commissario ha avvertito che le preoccupazioni strutturali e sistemiche sui diritti umani persistono.

L’ufficio dell’ONU ha ricevuto informazioni su torture e maltrattamenti contro detenuti, anche nei centri di detenzione Rodeo I e Fuerte Guaicaipuro, una situazione definita “profondamente preoccupante”.

Molti venezuelani restano inoltre detenuti arbitrariamente, tra cui persone con disabilità, individui con gravi problemi di salute, anziani e almeno un minore.

Türk ha infine sottolineato che lo spazio civico nel Paese rimane fortemente limitato e che anni di repressione hanno creato un clima in cui molte persone temono di esprimersi liberamente.

Secondo l’ONU, la legge di controllo sulle ONG continua a ostacolare la capacità della società civile di operare in modo libero e sicuro e dovrebbe essere abrogata. L’Alto Commissario ha inoltre espresso la speranza che la revisione annunciata della Legge costituzionale contro l’Odio impedisca che la norma continui a essere utilizzata per reprimere il dissenso politico.