I Figli del Grappa si riuniscono per l’attesissimo evento annuale nella Sala Michelini del Club Marconi.
Memoria, e appartenenza, sono quel filo sottile che lega il Monte Grappa a Sydney.
Domenica scorsa, nella Sala Michelini del Club Marconi, circa 140 persone hanno partecipato alla Festa d’Autunno dell’Associazione Figli del Grappa, trasformando un pranzo sociale in un momento d’identità condivisa.
La presenza era quella delle grandi occasioni. Infatti, tra gli ospiti d’onore il presidente del Club Marconi, Morris Licata, la presidente della Federazione Veneta del New South Wales, Ivana Smaniotto, e numerosi membri del comitato direttivo dell’Associazione Trevisani nel Mondo di Sydney. Particolarmente significativa anche la partecipazione dall’Italia di Caterina e Rose Mary Bortolazzo, giunte da Crespano del Grappa, e di Maria Volpato, dal comune di Cornuda, in provincia di Treviso. Un viaggio lungo migliaia di chilometri per ritrovarsi, simbolicamente, a casa.
Ad aprire la giornata è stato il segretario Bruno Parolin, che ha invitato i presenti a intonare l’inno della Madonna del Grappa. Un momento intenso, quasi sospeso, in cui la sala si è fatta silenzio e voce collettiva. Non folklore, ma memoria viva.
Il presidente Federico Simonetto ha poi ringraziato soci, volontari e il Club Marconi per il sostegno costante alle attività dell’associazione. Un lavoro spesso silenzioso, ma fondamentale per mantenere vivo il tessuto comunitario.
Nel suo intervento, lungo e partecipato, Licata ha confermato l’impegno del Marconi nel supportare le iniziative dei Figli del Grappa, auspicando che l’associazione continui a scegliere il club di Bossley Park come sede dei propri eventi. E con la sua consueta ironia, che distribuisce generosamente a tutte le associazioni, ha definito i Figli del Grappa la sua “associazione preferita”, strappando sorrisi e applausi.
La musica dal vivo di Tony Gagliano, affiancato a tratti da Dino Seraglio, ha accompagnato il pomeriggio con canti tradizionali veneti, riportando alla mente feste di paese e sagre di un tempo. Non nostalgia fine a sé stessa, ma continuità.
A chiudere, una ricca lotteria con premi ambiti e partecipazione entusiasta. Un finale leggero per una giornata densa di significato, dove amicizia, tradizione e orgoglio veneto hanno trovato ancora una volta spazio e voce.
Il prossimo appuntamento è già fissato al 3 maggio, sempre al Club Marconi, per celebrare la Festa della Mamma. Perché le comunità non si tengono vive da sole. Si coltivano, stagione dopo stagione.