CANBERRA - Gli australiani con viaggi programmati nelle prossime settimane sono stati invitati a non cancellare in fretta i propri voli nonostante l’escalation del conflitto in Medio Oriente, mentre continuano gli sforzi per riportare a casa i cittadini rimasti bloccati nella regione.

Un nuovo volo proveniente da Dubai è atteso a Sydney in giornata, consentendo ad altri australiani di rientrare nel Paese e riunirsi con le proprie famiglie. Il primo volo commerciale partito dalla regione dopo l’inizio del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran era atterrato mercoledì sera.

Ieri, il primo ministro Anthony Albanese ha dichiarato di sperare che altri due voli previsti da Dubai nello stesso giorno possano partire come programmato.

Nel frattempo il settore dei viaggi invita alla calma. Il direttore generale della Australian Travel Industry Association, Dean Long, ha spiegato che il sistema dell’aviazione sta adattandosi alla situazione.

Secondo Long, alcune compagnie del Golfo e dell’Asia stanno continuando a operare normalmente. “Abbiamo voli che partono dal Medio Oriente - ha detto -. Ci saranno alcuni ritardi e qualche disservizio in più rispetto al normale, ma nessuno nel settore metterà i passeggeri in una situazione non sicura”.

Long ha avvertito che cancellare autonomamente le prenotazioni potrebbe avere conseguenze per i viaggiatori. “Se avete un volo prenotato a breve via Medio Oriente è fondamentale non cancellare per panico. Bisogna attendere che sia la compagnia aerea ad annullare il volo, altrimenti si rischia di perdere il diritto al rimborso o alla riprotezione”, ha spiegato.

Gli esperti del settore ricordano che le compagnie aeree effettuano valutazioni costanti dei rischi prima di autorizzare i voli attraverso aree di spazio aereo sensibili.

L’analista dell’aviazione Steven Leib ha osservato che le compagnie con base nella regione hanno un forte interesse a riprendere le operazioni il prima possibile. Al contrario, vettori stranieri potrebbero muoversi con maggiore cautela.

Secondo Leib, potrebbero essere necessarie diverse settimane per riportare a casa tutti gli australiani che lo desiderano, anche se l’aggiunta di nuovi voli di rimpatrio potrebbe accelerare le operazioni.

Al momento si stima che circa 24mila australiani si trovino negli Emirati Arabi Uniti tra residenti e turisti, mentre circa 115mila sono presenti nel complesso della regione mediorientale.

Il governo federale ha nel frattempo dispiegato alcuni mezzi militari come misura precauzionale per assistere eventuali operazioni di evacuazione. Tra questi figurano un aereo da trasporto pesante C-17A Globemaster della Royal Australian Air Force e un KC-30A tanker multiruolo.

L’opposizione ha criticato la gestione della crisi, sostenendo che Canberra dovrebbe utilizzare più rapidamente mezzi militari per il rimpatrio dei cittadini australiani.