MELBOURNE - L’ex pilota della compagnia aerea low cost australiana Jetstar, Greg Lynn, dovrà restare in carcere in attesa del nuovo processo per l’omicidio dell’anziana campeggiatrice Carol Clay. La Corte ha infatti respinto la richiesta di libertà su cauzione presentata dall’uomo, 59 anni, dopo che alla fine dello scorso anno il Tribunale d’appello aveva annullato la sua condanna per la morte della donna.
La difesa aveva puntato tutto sulla tesi delle “circostanze eccezionali”. L’avvocato Dermot Dann ha sostenuto che il periodo trascorso in custodia cautelare prima della condanna rappresentasse un elemento straordinario, insieme a quella che ha definito una copertura mediatica “sensazionalistica” capace di “obliterare totalmente” la possibilità di un processo equo nel prossimo futuro.
Secondo il legale, parte della narrazione pubblica avrebbe pregiudicato la linea difensiva dell’imputato, fondata sull’ipotesi di uno sparo accidentale.
A sostegno della richiesta di rilascio, il figlio di Lynn si era detto disposto a offrire l’intero risparmio di una vita come garanzia, impegnandosi ad accogliere il padre nella propria abitazione.
Di diverso avviso la Procura. Il pubblico ministero Mark Gibson KC ha replicato che eventuali rischi legati alla pubblicità pregiudizievole potrebbero essere neutralizzati dalle istruzioni del giudice al momento del processo. Quanto ai tempi, secondo l’accusa il periodo rilevante per valutare un eventuale ritardo non sarebbe quello precedente alla condanna annullata, bensì l’intervallo tra la decisione della Corte d’appello e il nuovo dibattimento.
Gibson ha inoltre rimarcato la solidità dell’impianto accusatorio: Carol Clay sarebbe stata “colpita alla testa” con il fucile di Lynn, l’imputato era presente sulla scena e vi sarebbero comportamenti successivi al fatto definiti “estremi”. Elementi che, per l’accusa, delineano un quadro probatorio “piuttosto forte”.
Il giudice David Beach ha indicato come possibile data per il nuovo processo il mese di agosto, in assenza di ulteriori rinvii.
La difesa, tuttavia, sta lavorando a una richiesta di sospensione del procedimento. Le memorie su questo punto sono attese per giugno. Gli stessi legali hanno riconosciuto che ottenere una sospensione permanente, misura che comporterebbe l’archiviazione definitiva del procedimento per circostanze eccezionali, rappresenta “un ostacolo molto alto”.
All’udienza di giovedì erano presenti anche la moglie di Lynn, Melanie, e il figlio, arrivati mano nella mano in tribunale. Il giudice Beach ha annunciato che renderà note le motivazioni complete della decisione con cui ha respinto la richiesta di libertà su cauzione. Per Greg Lynn, dunque, l’attesa del nuovo processo continuerà dietro le sbarre.