MELBOURNE - I Liberali del Victoria aprono alla possibilità di accordi elettorali con One Nation, ma allo stesso tempo invitano gli elettori a non sostenere il partito di Pauline Hanson. Una linea che riflette il delicato equilibrio tra strategia e posizionamento politico in vista delle elezioni statali.

La leader dell’opposizione Jess Wilson ha confermato che i negoziati sulle preferenze “avverranno”, come accade a ogni tornata elettorale. Tuttavia, ha sottolineato che l’unica alternativa concreta al governo Laburista resta la coalizione tra Liberali e Nazionali.

“Questi negoziati si fanno sempre e avvengono più vicino al voto, quando è chiaro chi si candida e con quali programmi”, ha spiegato.

La scelta viene annunciata in un momento politicamente sensibile. I sondaggi più recenti indicano un leggero vantaggio per la Coalizione, ma la crescita di One Nation sta complicando gli equilibri e rischia di frammentare il voto anti-Laburisti.

Wilson ha riconosciuto il malcontento diffuso tra gli elettori, parlando di “frustrazione enorme” per il costo della vita e per la percezione di governi poco efficaci. “Le persone sentono che tutto sta diventando più difficile e che la politica non mantiene le promesse”.

Nonostante questo clima, la leader Liberale ha lanciato un avvertimento chiaro: votare partiti minori potrebbe avere l’effetto opposto a quello desiderato. “Non possiamo permetterci che gli elettori sostengano forze che non possono governare”, ha affermato.

Il riferimento implicito è proprio a One Nation, che sta intercettando una parte crescente dell’elettorato, soprattutto tra chi si sente trascurato o deluso dai partiti tradizionali. Ma secondo Wilson, questo rischio va contenuto per evitare che il Partito laburista di Jacinta Allan ottenga un quarto mandato.

Il dibattito si inserisce anche nel confronto con il recente voto nel South Australia, dove il Partito laburista ha vinto nettamente. Alcuni osservatori hanno sostenuto che un accordo più deciso con One Nation avrebbe potuto cambiare l’esito.

Wilson però respinge il paragone, sostenendo che il contesto del Victoria è diverso e che qui esiste una reale possibilità di cambio di governo.

La strategia Liberale resta quindi doppia: dialogare sul piano tecnico delle preferenze, ma mantenere una distanza politica netta. Un equilibrio difficile, che riflette una fase in cui il sistema politico australiano appare sempre più frammentato.

Con le elezioni di novembre all’orizzonte, la gestione di questo rapporto potrebbe rivelarsi decisiva.