VERONA - Calci, schiaffi, spintoni e umiliazioni. “Torture”, secondo la gup veronese Arianna Busato, che con questa accusa ha rinviato a giudizio quattro poliziotti del capoluogo veneto per due episodi violenti nei confronti di altrettante persone che erano state trattenute per accertamenti. L’udienza preliminare scaturita dal secondo filone di indagini sulla Questura scaligera si è conclusa con 12 agenti totali mandati a processo, tre condannati con il rito abbreviato e una poliziotta assolta. Altri due, Alessandro Migliori e Loris Colpini, sono invece già a processo con il rito immediato (senza quindi passare dall’udienza preliminare) per torture e falso. Tra i nuovi rinviati a giudizio, le posizioni più gravi sono quelle di Davide Bernardelli, Filippo Failla Rifici, Roberto Da Rold e Alessia Pirello: dovranno rispondere davanti al Tribunale, con udienza fissata tra un anno, del reato di tortura.

Stando alle contestazioni della procura di Verona, i quattro avrebbero “cagionato acute sofferenze” ai danni di due persone sottoposte a fermo d’identificazione, un uomo senza fissa dimora e un tossicodipendente. Al primo pestaggio, avvenuto nell’agosto del 2022, avrebbe preso parte il solo Bernardelli, mentre del secondo si sarebbero resi responsabili tutti e tre gli altri imputati in concorso tra loro nella notte tra il 10 e l’11 novembre dello stesso anno. I restanti otto agenti per i quali inizierà il processo l’11 febbraio 2027 sono invece accusati a vario titolo di lesioni, peculato, omissione di atti d’ufficio, omessa denuncia di reato e falso.