BUENOS AIRES - Vista Energy ha raggiunto un accordo per acquistare gli asset che la norvegese Equinor possiede a Vaca Muerta, uno dei principali giacimenti di petrolio e gas non convenzionali dell’Argentina.  

Si tratta di petrolio shale, ottenuto da rocce sedimentarie molto compatte, che contengono gli idrocarburi intrappolati nei loro pori. A differenza del petrolio convenzionale, che fluisce naturalmente verso i pozzi e richiede, dopo l’investimento iniziale, un impegno finanziario relativamente modesto, lo shale non può essere stratto con i metodi convenzionali e per necessita di importanti iniezioni di capitale. La sua produzione richiede tecniche avanzate come la cosiddetta fratturazione idraulica (fracking, iniezione ad alta pressione di acqua, aria e agenti chimici) e la perforazione orizzontale, che permettono di liberare il petrolio presente nella roccia.

L’operazione ha un valore netto di 712 milioni di dollari e tiene conto delle cessioni di partecipazione concordate con YPF, che resterà l’operatore dei blocchi coinvolti. 

Grazie a questa operazione, Vista entrerà in due aree considerate strategiche: Bandurria Sur e Bajo del Toro. In una prima fase, la compagnia acquisirà il 30% dei pozzi di Bandurria Sur e il 50% di Bajo del Toro. Successivamente cederà a YPF una parte di queste quote, arrivando così a una partecipazione finale del 25,1% in Bandurria Sur e del 35% in Bajo del Toro.  

YPF continuerà a essere il socio di maggioranza e l’operatore in entrambi i progetti, mentre in Bandurria Sur resterà presente anche Shell Argentina con il 30%. 

Vista, fondata da Miguel Galuccio, ex presidente di YPF, rafforza così la propria strategia di crescita a Vaca Muerta, dove ha già investito oltre 6,5 miliardi di dollari.  

Con il completamento dell’operazione, previsto per il secondo trimestre del 2026 e subordinato ad alcune condizioni, la società aumenterà la propria produzione di circa 22.000 barili equivalenti di petrolio al giorno.  

La produzione totale stimata supererà così i 150.000 barili equivalenti al giorno. Inoltre, Vista aggiungerà al proprio portafoglio 54 milioni di barili equivalenti di riserve provate e circa 27.730 acri netti in una delle zone più produttive del giacimento. 

I blocchi acquistati hanno già mostrato buone performance economiche. Nel 2025 hanno generato un Margine operativo lordo stimato di 269 milioni di dollari e, secondo la società, dovrebbero garantire flussi di cassa positivi a partire dal 2026.  

Bandurria Sur copre un’area di oltre 56.000 acri, con 195 pozzi in produzione e riserve provate pari a 181 milioni di barili equivalenti. Bajo del Toro, invece, si estende su circa 38.700 acri, con 22 pozzi attivi e 24 milioni di barili equivalenti di riserve provate. 

Il pagamento dell’operazione avverrà attraverso una combinazione di contanti e azioni. Vista verserà 387 milioni di dollari in contanti e consegnerà 6,2 milioni di ADS, ovvero azioni di classe A della società.  

È previsto anche un pagamento aggiuntivo, suddiviso in cinque rate annuali, legato ai livelli di produzione e al prezzo internazionale del petrolio, che scatterà solo se il Brent resterà sopra i 65 dollari al barile, con un tetto massimo di 80 dollari.  

L’operazione sarà finanziata con risorse proprie e con un prestito bancario internazionale fino a 600 milioni di dollari, con durata di quattro anni, concesso da un consorzio guidato da Santander, Citi e Itaú. 

Nelle stesse ore dell’annuncio dell’acquisto, è emersa anche un’altra notizia che ha avuto un impatto sul mercato. Secondo quanto riportato da Bloomberg, un importante fondo di investimento, Abu Dhabi Investment Council, starebbe valutando la vendita di una parte della propria partecipazione in Vista Oil & Gas.  

L’operazione, che sarebbe gestita da Goldman Sachs, riguarderebbe più di 10 milioni di azioni, per un valore complessivo di circa 625 milioni di dollari, con uno sconto fino al 6,5% rispetto ai prezzi di mercato. 

Non si tratterebbe di un’uscita dalla società, ma di una semplice presa di profitto dopo il forte rialzo registrato dalle azioni di Vista negli ultimi anni. Abu Dhabi Investment Council è entrato nel capitale della compagnia nel 2019, investendo 55 milioni di dollari aggiuntivi e arrivando a controllare il 16,47% del capitale sociale e il 10,03% dei titoli opzionali in circolazione.  

Il mercato ha reagito negativamente alla notizia e le azioni di Vista hanno registrato un calo fino all’8, nonostante l’annuncio dell’operazione con Equinor.